Alessandria – Il Carnevale si è aperto all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ Università


La passerella per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’università del Piemonte orientale era stata preparata con cura. L’intervento del Magnifico, dei rappresentanti del 3% degli studenti (questa è l’affluenza media alle elezioni di facoltà), l’intervento del Sindaco e del Presidente della Provincia, l’inaugurazione dei nuovi spazi di Scienze mfn e per finire un grande concerto di musica classica. Naturalmente tutto questo doveva avvenire nella sobrietà visti i tagli della Gelmini e allora niente ermellini e rinfreco a buffet. Pensavano veramente che sarebbe bastata tutta questa “sobrietà” per far si che tutto si svolgesse secondo copione. Invece si è presentato all’appuntamento anche chi non aveva ricevuto l’invito: gli studenti dell’Onda. Non volevano certo mancare all’apertura dei festeggiamenti del carnevale alessandrino e hanno deciso di presentarsi in abiti adeguati per la cerimonia: maschere, parrucche, fischietti e coriandoli. Gli studenti hanno interrotto la cerimonia con lancio di coriandoli, accompagnato dal suono delle trombette ed hanno esposto alcuni striscioni. Dopo essersi guadagnati il palco hanno letto un comunicato stampa fra gli applausi del pubblico. Queste le ultime parole improvvisate: “Vi ricordo che alle 6 ci sarà l’orchestra che suona, come sul Titanic, perché mentre si affonda l’importante è continuare a suonare”.

Di seguito il comunicato letto dagli studenti:

Anche noi abbiamo deciso di partecipare alla farsa-inaugurazione di oggi, a quest’ inizio di carnevale che non può essere definito altrimenti. Noi, studenti universitari,medi, ricercatori precari, impegnati per mesi nella strenua difesa di un’ istruzione pubblica, accessibile, degna, abbiamo deciso di partecipare all’ evento di oggi per smascherare quello che riteniamo essere una triste buffonata, una celebrazione al posto di quello che dovrebbe essere un funerale. Tra i presenti qui oggi vediamo facce note: il rettore Garbarino, acconentatosi delle briciole lasciate dalla Gelmini celebra un’ università virtuosa, ma morente,dilaniata dalla chiusura dei corsi e dal blocco del turn over. Il sindaco Fabbio, che, anche se a carnevale ogni scherzo vale, si presenta con un gran sorriso da benefattore e qualche spicciolo, cosciente di essere parte di un partito responsabile della distruzione della scuola pubblica. Il presidente della provincia Filippi che si ricorda dell’università solo per accaparrarsi qualche voto. Dove era il suo partito quando bisognava opporsi seriamente a questo scempio? Infine ecco il rappresentante degli studenti , un fantoccio che non rappresenta nessuno e che parla a nostro nome, unico assente durante la mobilitazione in difesa della scuola pubblica e unico studente a poter prendere parola oggi. Ecco dove sono finiti tutti gli oppositori alla riforma Gelmini e ai tagli di Tremonti: in mezzo a una farsa carnevalesca, a una celebrazione che dovrebbe essere un funerale, a un’ inaugurazione che non ha nulla di solenne né di positivo. Oggi celebrate la morte dell’ università e della scuola: la chiusura di corsi di laurea, il blocco delle assunzioni al 50% con conseguente aumento dei baroni a discapito dei giovani ricercatori precari, la mancanza di risorse economiche e il conseguente aumento vertiginoso del costo della retta per gli studenti a venire, la trasformazione dell’ università pubblica in privata o addirittura in strumento al soldo delle aziende e dei privati. Oggi festeggiate la fine di ogni prospettiva futura per studenti medi e universitari, per ricercatori e dottorandi, la morte della cultura e di una scuola realmente alla portata di tutti. Coi vostri sorrisi, i discorsi preparati, le frasi di circostanza siete qui a inaugurare l’ anno accademico peggiore della storia, complici anche voi dei ministri Gelmini e Tremonti e del loro scempio. Ecco perché ci siamo presentati con cappellini e coriandoli: quest’ inaugurazione non è altro che l’ inizio del carnevale e come tale va celebrata.
Studentesse e studenti dell’Onda Anomala

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