Alessandria – Un’altra vittoria della Rete Sociale per la Casa


Lunedì prossimo doveva esserci il secondo passaggio dell’ufficiale giudiziario in Via Bramante, a casa di Serena e dei suoi due piccoli figli. Per l’occasione era stata anche richiesta la presenza della forza pubblica, visto che al primo passaggio l’ufficiale giudiziario aveva trovato decine di attivisti della Rete Sociale per la Casa e tanti amici di Serena, per nulla intenzionati a lasciare l’alloggio. Avevamo scritto in un comunicato che quella di Lunedì sarebbe stata una giornata di rabbia degna e che avremmo impedito lo sfratto con ogni mezzo necessario. Non ce ne sarà più bisogno, perché le Istituzioni, una volta tanto, hanno trovato una sistemazione alternativa per questo nucleo famigliare. La dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che la lotta paga e che i diritti non si devono chiedere ma conquistare giorno dopo giorno. Serena è l’esempio che se si lotta con determinazione è possibile vincere, riconquistandosi diritti che ogni giorno vengono calpestati, come il diritto all’abitare. Quella di oggi è la vittoria di Serena, dei suoi due bambini e delle tante famiglie organizzate nella Rete Sociale per la Casa che Lunedì erano pronte a mobilitarsi per impedire l’ennesimo atto di violenza. Questa giornata dimostra che è possibile trovare soluzioni alternative e di buon senso agli sfratti eseguiti con la forza pubblica, le stesse soluzioni che ci aspettiamo rispetto alle tante occupazioni abitative nella palazzina di via Viora. La Rete Sociale per la Casa è determinata più che mai a proseguire il suo lavoro di conflitto e consenso, che ha portato decine di famiglie senza casa o sotto sfratto, a vivere in una casa dignitosa. Continuiamo a porre con forza la necessità di attuare una nuova politica abitativa nella città di Alessandria. Centinaia sono le famiglie che hanno lo sfratto esecutivo per morosità incolpevole dal privato, circa 800 le famiglie in graduatoria che aspettano l’assegnazione di una casa popolare, migliaia i giovani precari che non accederanno mai alla graduatoria dell’ATC e non possono pagarsi un affitto di almeno 400 Euro sul mercato privato. E’ per queste ragioni che continueremo a lottare, forti della vittoria ottenuta oggi, certi che i diritti o sono per tutti o non sono per nessuno.

Da una delle tante occupazioni abitative della città di Alessandria
Rete Sociale per la Casa

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