Alessandria ha paura e prova tanta rabbia


Aggiornamento ore 17 e 30
Per le autorità la situazione pare essere stazionaria. Il Tanaro è esondato in alcuni punti invadendo terreni, case e edifici commerciali. Nonostante l’ordinanza di evacuazione di 6000 persone, la stragrande maggioranza dei cittadini ha deciso di rimanere nelle proprie case e al momento nel punto di raccolta della protezione civile presso la Valfrè pare siano ospitate solo una cinquantina di persone. Anche domani tutte le scuole rimarranno chiuse. La sensazione che unisce gli alessandrini è quella della rabbia. Rabbia per una città nuovamente sull’orlo del baratro. Rabbia perchè le autorità e i politici avevano spergiurato che ormai la città era sicura. Rabbia perchè la pulizia dei fiumi continua a dimostrarsi un optional. Rabbia per una città in balia del ponte Cittadella.

Aggiornamento ore 13
Tutto il quartiere Orti ha ricevuto l’ordine di evacuare e raggiungere i punti di raccolta. In via Pavia sono state fatte evacuare parecchie abitazioni. In totale 6000 cittadini sono stati invitati a lasciare le loro abitazioni. Si teme il crollo del ponte Cittadella.
La ex caserma dei vigili del fuoco di Via Piave 65 è a disposizione di tutti come comunicato alle autorità.
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Non stiamo parlando della presunta emergenza sicurezza una volta tanto. Stiamo parlando dei due fiumi, il Tanaro e il Bormida che si trovano in piena a causa delle abbondanti precipitazioni atmosferiche degli ultimi due giorni.
I due fiumi sono la cornice entro cui la città si estende, ne rappresentano una delle caratteristiche principali. La situazione si sta aggravando di ora in ora, con la piena del Tanaro, già esondato nei campi, che si dovrebbe verificare fra le 12 e le 14 di oggi.
Il Tanaro, rappresenta ancora una ferita aperta a distanza dell’alluvione che 15 anni fa, nel 1994, mise in ginocchio la città.
Uno dei ponti, il Cittadella è stato chiuso e gli autobus dell’ATM sono stati fatti evacuare dai loro depositi e fatti spostare in un luogo più sicuro. Al quartiere Orti, quello che fu maggiormente devastato nel 1994, si assiste a scene di giustificata preoccupazione. Sono centinaia i cittadini che vigilano sull’alzarsi del fiume e i comitati di cittadini sorti dopo il 1994, sono fra i più attivi a fornire informazioni alla popolazione. Tutte le scuole sono state chiuse a titolo precauzionale e molti sono i cittadini che stanno spostando tutto quello che possono ai piani superiori. La Provincia ha fatto evacuare i suoi uffici.
In attesa delle prossime ore che sembrano decisive per capire cosa succederà, alcune domande sorgono spontanee.
Non ci avevano assicurati che Alessandria era ormai stata messa in sicurezza?
Non è forse il momento di risolvere il problema del ponte Cittadella di cui si discute da svariati anni?
Per quale ragione sono stati evacuati i mezzi dell’ATM e gli uffici della Provincia, mentre agli Orti tutti sono ancora nelle loro case?
Per quale ragione questa mattina i cittadini si sono svegliati trovando il Tanaro fino ai Pioppi e non hanno ricevuto nessun avviso dalle autorità?
Domande quantomeno inquetanti per una città che non ha ancora superato le morti e le distruzioni dell’alluvione del 1994.

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