Alessandria – Bloccato lo sfratto di una famiglia di migranti


Il solito copione già visto decine di volte. Una famiglia marocchina, in Italia da oltre 13 anni, con una vita dignitosa. Poi, con la crisi che avanza e le attività produttive che chiudono, il marito si ritrova senza lavoro. I 700 Euro dello stipendio della moglie non bastano più a vivere e mantenere i tre piccoli figli. Il passo a non riuscire più a pagare l’affitto è stato breve. Le Istituzioni dicono di non poter fare nulla, forse a Settembre ci sarà una casa popolare. Forse…
Intanto questa mattina l’Ufficiale Giudiziario doveva ripassare alle ore 9, per la seconda volta, per eseguire lo sfratto in corso Carlo Alberto al Cristo. Anche qui, si è ripetuto il solito copione di una trentina fra famiglie e attivisti “delinquenti” della Rete Sociale per la casa che hanno organizzato un picchetto antisfratto. La determinazione dei manifestanti ha portato a casa una proroga all’11 Giugno, giornata in cui la Rete Sociale per la Casa tornerà ad opporsi alla violenza di chi vorrebbe una famiglia buttata in mezzo alla strada. In attesa che le Istituzioni decidano di fare la loro parte. Altrimenti l’alternativa sarà quella di sempre, l’occupazione di una casa popolare lasciata vuota.
Sembra quasi essere diventata la normalità, nella città dove il Presidente del Consiglio Comunale Grassano costa centinaia di migliaia di euro alla collettività e dove i soldi per far fronte all’emergenza abitativa diventano sempre meno.

 

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