Il Crocevia ha vinto, il Comune rinuncia allo sgombero


Sono stati venti giorni davvero intensi, quelli passati dal giorno in cui abbiamo ricevuto la lettera di sgombero ad oggi.

Venti giorni fatti di assemblee, incursioni in città, cene di autofinanziamento, tre giorni di festival musicale e artistico attraversato da centinaia di donne e uomini della città e della provincia. Venti giorni accompagnati dal solito rumore di fondo, quello prodotto da chi ha scelto senza esitazioni la strada del movimento. Fra un’assemblea di studenti, una degli occupanti di case e una dei migranti la vita è scorsa abituale, non fosse stato per quell’intimazione a lasciare i locali di Forte Acqui a cui da sette anni abbiamo ridato vita e gioia.

L’avevamo scritto nel primo comunicato che si trattava di un attacco ai movimenti sociali della città e non semplicemente alle quattro mura del centro sociale. E i movimenti hanno saputo rispondere, rendendo pubblico che non si sarebbero sottratti allo scontro e che avrebbero difeso il Crocevia con ogni mezzo necessario. E’ bastato questo a far tornare sui suoi passi il Comune di Alessandria. Da una lettera intimidatoria si è passati ai primi timidi contatti, fino alla discussione di una bozza di convenzione condivisa che la Giunta Comunale ha approvato. Manca solo la firma da parte nostra, ma si tratta di formalità burocratiche che espleteremo il prima possibile.

Una convenzione degna, che tutela e riconosce il valore dell’autogestione. Il Crocevia viene assegnato per nove anni all’associazione per i diritti globali, composta dall’assemblea degli occupanti del centro sociale. Per il fegato dei tanti Bocchio sparsi per la città lo ripetiamo a chiare lettere: chi occupa vince e si vede assegnato lo spazio che ha occupato per sette anni. Chi come il consigliere comunale del Pdl sbraita di legalità se ne faccia una ragione una volta per tutte e si chieda quanto poco conti all’interno del palazzo.

Questa non è solo la vittoria del Crocevia, è la vittoria di tutta l’Alessandria solidale, antifascista ed antirazzista, che si è mobilitata con una generosità incredibile.

A tutti loro va il nostro ringraziamento e la promessa che continueremo sulla strada intrapresa in questi anni insieme. Una nuova generazione di donne e uomini è pronta a ricevere il timone dalla generazione che sette anni fa, con l’occupazione di via Lumelli, diede vita a questo piccolo grande sogno. Da oggi il Crocevia avrà nuovi portavoce dell’età di vent’anni, i protagonisti dell’Onda Studentesca nuovamente pronta ad alzarsi contro la distruzione della scuola pubblica. Il sogno e il desiderio di libertà e emancipazione viene oggi alimentato da questa nuova generazione di giovanissimi, a loro il compito di scrivere i prossimi anni di storia del centro sociale Crocevia.

Centro Sociale Crocevia

 

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