Alessandria – Oltre 500 in piazza con l’Onda, la polizia manganella gli studenti


E’ partito intorno alle 9 e 30 il corteo dell’Onda Anomala alessandrina per protestare ancora una volta contro i tagli del Ministro Gelmini. Uno scempio che nella città piemontese ha significato il taglio di centinaia di insegnanti precari e insegnanti di sostegno, classi sovraffollate fino a 40 alunni, l’annunciata chiusura della sede alessandrina del Politecnico e il taglio di diversi corsi all’interno dell’Università.

Si sono ritrovati compatti, studenti medi e delle università, insegnati e precari ed hanno percorso le vie della manifestazione in più di 500 persone. Spropositata fin dall’inizio è sembrata la presenza delle forze dell’ordine con polizia e carabinieri in assetto antisommossa.

Un primo momento caldo si è avuto davanti al provveditorato agli studi, rimasto chiuso e protetto da un fitto cordone di polizia. Gli studenti hanno urlato la loro rabbia contro la provveditrice D’Alessandro schieratasi ripetute volte a difesa della riforma e hanno avvolto il palazzo in una fitta coltre di fumo creata da decine di fumogeni.

Anche il Comune di Alessandria era sbarrato e protetto da un cordone della Polizia, luogo dove gli studenti hanno denunciato il razzismo strisciante della Lega Nord e hanno annunciato che se partiranno le ronde volute dal Sindaco sono pronti a fermarle.

Il corteo è poi proseguito verso l’istituto magistrale Saluzzo, la storica roccaforte del movimento studentesco alessandrino, dove ieri l’assemblea degli studenti aveva annunciato la volontà di occuparlo. Il Preside Picchio ha fatto chiudere la scuola con catenacci mettendo in pratica una vera e propria serrata e ha fatto mettere decine fra poliziotti e carabinieri davanti all’ingresso della Scuola. L’Onda ha deciso ugualmente di tentare di entrare all’interno dell’istituto utilizzando dei materassini per rinforzare lo striscione e attutire un possibile impatto con le forze dell’ordine. Appena gli studenti si sono avvicinati polizia e carabinieri hanno iniziato a manganellare. Manganellate sulle teste di ragazzi di sedici, diciassette anni che in modo pacifico chiedevano di poter rientrare nella loro scuola e che non si sono fatti intimidire dalla violenza delle forze dell’ordine.

Dopo un quarto d’ora di tensione la manifestazione è proseguita fino a sciogliersi e l’Onda ha lanciato una nuova assemblea per le ore 16 di oggi presso il centro sociale Crocevia.

Il comunicato stampa dell’Onda:

Questa mattina abbiamo attraversato la città con un corteo che ha gridato il suo dissenso verso i tagli operati dal governo alla scuola pubblica, ma anche verso l’intollerabile clima di razzismo che si sta cercando di instaurare all’interno delle nostre scuole attraverso leggi e provvedimenti. Una manifestazione che ha avuto molteplici voci: dagli studenti ai precari, dagli insegnanti delle elementari ai ricercatori, tutti determinati a riprendersi spazi di libertà e espressione di fronte alla dismissione della scuola. Qualcosa però è parso da subito strano: il massiccio e ingiustificato schieramento delle forze del’ ordine, sia agli estremi del corteo che davanti al provveditorato, dove era schierato un cordone di polizia in assetto antisommossa.

Mai avevamo assistito in Alessandria alla vera e propria militarizzazione del centro cittadino a fronte di una manifestazione studentesca, anche se forse avremmo dovuto aspettarcelo dopo le scandalosa richiesta da parte del sindaco Fabbio, di una fideiussione di 30.000€ alla CIGL per poter manifestare per la città. Oppure, avremmo dovuto aspettarci la richiesta da parte del  preside dell’istituto Saluzzo, Domenico Picchio, di far caricare il corteo nel caso si fosse tentata l’occupazione.

Questa si è dimostrata essere la grande democrazia a cui si richiamano preside e istituzioni: l’uso dei manganelli su studenti giovani e giovanissimi, un fatto gravissimo e vergognoso a cui mai avremmo pensato di assistere. Chi si riempie da sempre la bocca di parole come “democrazia” e “libertà” ha dimostrato oggi il suo vero volto.

Gli studenti, oggi, si sarebbero legittimamente riappropriati della scuola per costruire un’autogestione vera e partecipata, per ribadire  che la difesa della scuola e del proprio futuro non è più rimandabile.

Evidentemente però per Picchio e questura si sarebbe trattato di un gesto fortemente antidemocratico e inappropriato: meglio caricare e manganellare gli studenti, come è successo quando il corteo si è diretto verso l’entrata dell’istituto.

Provare a costruire un’alternativa, a prendere coscienza, a confrontarsi e ad agire: questa è per noi l’autogestione, un momento di vera democrazia a cui si è deciso di rispondere come ad un pericoloso reato.

Se la democrazia di questo paese, del Comune e del preside Picchio è quella delle manganellate, noi rispondiamo che non abbiamo paura, che manganelli e denunce non ci spaventano e che gli illegali sono coloro che cercano di fermare la democrazia e la libertà con la repressione. Di fronte ad un fatto così grave e vergognoso chiediamo a cittadini e associazioni di prendere parola in merito ai fatti di questa mattina, di fronte all’uso indiscriminato della violenza contro qualsiasi forma di protesta e dissenso che turbi l’ipocrisia di una città e di un paese in cui tutto va bene.

Stiamo difendendo il nostro futuro e se questa è la risposta, sappiatelo: noi non abbiamo paura.

Alle istituzioni, alla polizia, a Picchio diciamo che la scuola è di chi la vive sulla propria pelle ogni giorno e ce la riprenderemo.

L’onda non si ferma!

Onda Anomala Alessandria

Foto della manifestazione:

Foto davanti al Saluzzo:

Foto davanti al Saluzzo 2:

 

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