Alessandria non è Rosarno?


Innanzitutto siamo solidali con i ragazzi e con gli uomini migranti che a Rosarno, Calabria, Italia hanno deciso di ribellarsi nel modo esplosivo in cui solo il tentativo di annientare l’insopprimibile dignità umana può fare: con la rivolta. Noi siamo solidali con loro, il nostro cuore sanguina con il loro e la loro rabbia qui in Alessandria trova eco nella nostra. Inoltre, ciò che si è visto nelle ultime ore, pubblicamente definita “la ripresa di Rosarno da parte dello Stato”, puzza tremendamente di “pulizia”, di intervento organizzato per ammassare uomini e donne che ormai non servono più nelle campagne e che si trasformano da “schiavi” in “problema” e che devono essere gettati nei vari CPT.

Rosarno oggi è l’esempio più crudo della logica che guida le politiche di questo Governo ed è il risultato più compiuto di questi anni di politiche sull’immigrazione. Uomini e donne divorate senza la minima remora dalla volontà di creare nuove e più astute forme di schiavitù, persone ricattate in egual modo dalla violenza mafiosa e dalle Leggi, tenute in ostaggio e quindi oggetto di sperimentazioni giuridico-criminali di spogliazione di ogni diritto, della dignità, della parola. Uomini considerati e trattati come pura forza-lavoro, quindi come “roba” che fuori dai campi agricoli non deve essere vista, deve richiudersi su se stessa. Corpi che diventano visibili e si trasformano in bersagli se l’insopportabilità delle condizioni di vita porta all’esasperazione. Che diritto hanno su di loro questi “fantasmi” con o senza documenti! Schiavi! Il migrante deve considerarsi ovunque ai lavori forzati, di continuo deve capire che il CPT (o CIE, che dir si voglia) è per lui una condizione di vita, una forma di rapportarsi con lo spazio e il tempo. Ora che non servono più devono essere gettati via, tanto prima o poi qualche altro negro tornerà a raccogliere. La campagna e i territori espellono, il CPT ammassa e concentra. Crediamo legittima la rabbia, legittima la rivolta, legittime le urla, legittima la voglia di cambiare le cose.

Fossimo lì saremmo con voi.

Rosarno non è poi così lontana. Rosarno è anche nelle nostre campagne alessandrine, dove “tutti sanno e nessuno vede”, Rosarno è nelle nostre ditte edili, Rosarno è nelle nostre piccole aziende, Rosarno – Alessandria non sarebbe un viaggio così lungo. Rosarno è questo Paese Italia impaurito, che soffre di vertigini perché sull’orlo del burrone e si muove a casaccio, prova a chiudere gli occhi e si aggrappa alla manica della camicia verde che la sta buttando giù.

Noi, rete di associazioni e di singoli migranti e italiani, antirazzisti, che in Alessandria ormai da mesi stiamo provando a creare luoghi di auto-organizzazione e di rivendicazione di diritti, vogliamo esprimere non solo la nostra solidarietà, ma anche la nostra rabbia. Solo due mesi fa presso il Laboratorio Sociale abbiamo organizzato una serata per analizzare il “fenomeno Rosarno”: è difficile pensare che fossimo solo noi a conoscerlo. Oggi ministri e politicanti stanno lucrando sulla drammaticità degli eventi, sulla vita e sui corpi di uomini e donne, nomi e storie che non conoscono e che considerano mera contingenza. Finché questo Paese non saprà riconoscere i propri crimini, finché questo Paese non saprà adottare politiche e misure che mettano la libertà e la dignità umana come essenza da tutelare realmente, finché gli “extracomunitari”, gli “immigrati” saranno solo un argomento di diatriba o scontro politico, o peggio un oggetto di odio da dare in pasto agli elettori, allora di Rosarno ce ne saranno altre e altre e altre. Mentre noi, rete di associazioni, continueremo a non renderci complici con coloro che reputeremo responsabili, ma cercheremo di costruire forme e progetti in cui un altro mondo e un’altra società possano cominciare a prendere forma. L’unica soluzione è la restituzione dell’umanità alle persone, è la regolarizzazione degli uomini e delle donne migranti nel nostro paese. Cogliamo l’occasione per anticipare la “giornata della dignità migrante e dei popoli” che si svolgerà sabato 13 febbraio 2010 presso il Laboratorio Sociale di via Piave 65 in Alessandria.

ASSOCIAZIONE MIGRANTI SENZA FRONTIERE – ASSOCIAZIONE SENEGALESI DI FELIZZANO (ASEF) – MIGRANTES ECUATORIANOS – ASSOCIAZIONE SAN BENEDETTO AL PORTO – POLISPORTIVA ANTIRAZZISTA UPPERCUT – ASSOCIAZIONE VERSO IL KURDISTAN – CSOA CROCEVIA – RETE SOCIALE PER LA CASA – UOMINI E DONNE MIGRANTI E ANTIRAZZISTI

 

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