Casale Monferrato – I giovani si movimentano per rimuovere gli adesivi di Cuore Nero


Alle 15 e 30 di ieri é partita l’azione “Puliamo la città!”, organizzata da un gruppo di giovani, alla quale hanno partecipato attivamente anche i cittadini, per staccare dai cartelli stradali gli adesivi di Cuore Nero, gruppo dichiaratamente fascista, aperto poco prima di Natale a Casale Monferrato.

Da anni ormai a Casale non si vedeva gente in movimento. Ma ieri  trenta persone si sono ritrovate per sottolineare che “Casale é antirazzista e antifascista”, così con spruzzini pieni d’acqua spatole e mani hanno pulito la città staccando gli adesivi ed evidenziando il fatto che “solo giovedì sera, alle 18:40 il sindaco ha deciso di muoversi, dopo che i giovani si erano attivati per ripulire la città rendendo partecipi tutti i cittadini”. È stata infatti fatta richiesta da parte del sindaco alla COSMO di ripulire la città a partire da venerdì, mentre nella giornata di sabato si sarebbe svolta “Puliamo la città!”. Ma fino a sabato mattina i lavori non hanno avuto inizio, così i giovani hanno deciso di muoversi comunque, ribadendo che il gesto del comune “è stato chiaramente fatto per evitare che la cittádinanza si attivasse, per evitare che venisse sottolineato il menefreghismo del comune riguardo a questa questione, che ha inoltre preferito spendere soldi senza nemmeno sporgere denuncia”.

La giornata si é svolta tranquillamente, ma davanti alla sede di Cuore Nero i giovani hanno trovato un gruppo di ragazzi, accompagnati da un rappresentante dell’associazione, ad aspettarli con provocazioni, che però non sono state prese in considerazione dagli attivisti che hanno continuato il lavoro di pulizia staccando gli adesivi attaccati anche davanti alla sede.

La giornata si é conclusa annunciando l’impegno di ogni partecipante nello staccare tutti gli altri adesivi di Cuore Nero in giro per la città non ancora rimossi, affermando che non se ne fregano “della presenza a Casale di un gruppo che nega l’olocausto dicendo che i fascisti aiutavano gli Ebrei. Di un gruppo che parla di “istinti omicida” e che, nonostante sul Monferrato – bisettimanale locale – di ieri si definisse “non razzista”, spiega la scelta di un teschio sul tricolore come simbolo per rappresentare la difesa della patria fino alla morte” e ribadendo che “i giovani di Casale non ci stanno! Stufi di veder nascere gruppi fascisti, anche se incostituzionali, e stufi di vedere solo del menefreghismo da parte del comune e dell’opposizione”.

 

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