La quarantesima finta inaugurazione del Terzo Valico


Chi dal lontano 1992 segue la questione Terzo Valico, la linea ferroviaria ad altà velocità Milano Genova, giura che quella di Lunedì a Genova, sarà la quarantesima inaugurazione dell’opera. Non ci sarà nessun taglio di nastro e tantomeno la posa di una simbolica prima pietra, ma i Ministri Matteoli e Scajola presenteranno l’avvio dei lavori. L’imminenza delle elezioni regionali e i 500 milioni di Euro in tre anni stanziati dal Cipe per l’opera, hanno rimesso in moto i sostenitori della Tav. Si tratta in realtà di briciole se si considera che il costo complessivo del Terzo Valico si aggira intorno ai 5 miliardi e cento milioni di Euro. Briciole che serviranno a costruire qualche opera secondaria, qualche strada di accesso ai cantieri, la riapertura a Voltaggio in provincia di Alessandria del famoso e chiacchierato cantiere dei fori pilota che vennero realizzati a metà degli anni 90, chiusi dai Carabinieri nel 1997 per illeciti di ogni tipo, occupati dai comitati nel 2006 per chiederne la chiusura definitiva.

 

Il 2006, col vento forte che soffiava dalla Val di Susa, fu un anno di grandi mobilitazioni per le popolazioni contrarie alla devastazione del proprio territorio. Le amministrazioni comunali e provinciali, con la sola eccezione del Comune di Arquata Scrivia, piegarono la testa alle pressioni politiche e economiche ed approvarono il progetto definitivo. Nonostante decine di assemblee partecipatissime, la sospensione dei lavori del consiglio provinciale, una manifestazione di 5000 persone da Serravale ad Arquata, l’occupazione dei cantieri dei fori pilota e decine di altre piccole iniziative.

 

Quando cambiò il Governo, l’allora Ministro Di Pietro disse a Novi Ligure insieme all’amministratore delegato delle Ferrovie Moretti, che il terzo valico era un’opera inutile e che non c’era stanziato il becco di un quattrino per la sua realizzazione. Pochi mesi dopo si rimangiò tutto a Genova, ma comunque non vennero stanziati soldi per un’opera di cui manca a tutt’oggi il progetto esecutivo.

 

Il ritorno al Governo di Berlusconi e lo stanziamento di 500 milioni di euro da parte del cipe utilizzando vergognosamente i fondi per le aree sottosviluppate, ci riportano a Lunedì prossimo. I comitati che si stanno riorganizzando sia sul versante ligure che su quello piemontese hanno deciso di rovinare la festa organizzando un presidio a pochi metri dalla finta inaugurazione.

 

L’appuntamento è alle 10 e 30 in via Eustachio Degola a 50 metri dalla stazione di Genova Sampierdarena.

 

Dal basso piemonte un treno No Tav di cui riportiamo l’orario, porterà i manifestanti all’appuntamento.

 

Alessandria 8,33 – Frugarolo Bosco Marengo 8,41 – Novi Ligure 8,50 – Serravalle Scrivia 8,57 – Arquata Scrivia 9,03

 

 

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