(R)esiste l’Alessandria meticcia e antirazzista – sabato 13 febbraio


Da mesi abbiamo liberato e reso vivo il Laboratorio Sociale di via Piave 65 e sono stati mesi intensi. In poco tempo uno stabile dimenticato è diventato luogo di incontro e di scambio di culture e storie, si è trasformato in centro di riflessione del presente, con tanti occhi che osservano il mondo e tante lingue pronte a descriverlo per come lo vivono e, cosa fondamentale, quello stabile è diventato uno strumento per cambiare il mondo circostante. E’ così che al suo interno trovano spazio progetti sociali di interesse collettivo, come la scuola gratuita di italiano per migranti e il loro necessario scambio, ovvero i corsi di lingua araba e spagnola; lo sportello di consulenza legale gratuita per migranti; i tre corsi sportivi della palestra antirazzista; il laboratorio teatrale multietnico; l’orchestra multietnica; i balli popolari. E’ per questo che tante associazioni e gruppi migranti e meticci stanno autogestendo questo spazio in modo solidale, utilizzandolo come esperimento per una società in cui dignità, tolleranza e riconoscimento non siano parole vuote, ma punti cardinali, in cui nessuno debba subire l’assurdità di vedersi trasformare da “essere umano” in “clandestino”. E’ per questo che lo spazio viene percepito anche come strumento di intervento diretto, attraverso cui si cominciano a rivendicare diritti, futuro e libertà per tutti. Un luogo che assume sempre più forme sovversive per chi sta conducendo questo Paese verso le barbarie del razzismo, dell’odio, del neo-schiavismo; un luogo che per noi migranti e italiani, meticci e antirazzisti non è che una piccola forma di quell’alternativa sociale di cui abbiamo sempre più radicalmente bisogno.

Per questo tutti noi il 13 febbraio abbiamo deciso di aprire pubblicamente quelle stesse porte che quotidianamente sono spalancate e attraversate da centinaia di persone. Vogliamo che quella rete che siamo si mostri nella sua potenza, nella sua scalpitante ed entusiasta libertà e che sappia mostrare alla nostra gente quanto stiamo facendo e quanto abbiamo bisogno di loro. Il 13 febbraio sarà un modo per dare corpo a ciò che facciamo tutti i giorni.

Dalle ore 15, nella palestra, le associazioni e i gruppi organizzatori e i progetti sociali del Laboratorio allestiranno stand e banchetti per diffondere il proprio materiale e per entrare in contatto con tutti i presenti. Un microfono aperto permetterà a tutti di esprimere le proprie finalità e i propri sentimenti, i sogni e le idee. Una grande agorà delle diverse dignità, è questo lo spirito che respireremo.

Alle ore 17 in teatro verrà proiettato il filmato di InsuTV, televisione indipendente di Napoli, con interviste ai ragazzi migranti e agli abitanti di Rosarno. Non si può non pensare che questa giornata affonda le sue radici anche nei fatti successi in Calabria poco tempo fa, nell’indignazione che ognuno di noi ha provato nel vedere l’efficienza repressiva governativa contro la legittima rabbia e richiesta di diritti di ragazzi migranti considerati fino a poco prima semplici schiavi e subito dopo solo materia inerme da ammassare nei CPT.

Dietro di noi Rosarno, davanti il “Giorno senza di Noi”, lo sciopero generalizzato e giornata di astensione totale dalle attività economiche da parte dei migranti e della società antirazzista, il primo marzo 2010. Per questo a conclusione del filmato ci sarà un dibattito proprio sulla giornata del 1 marzo. Avremo il piacere di ascoltare:

Adama Mbodj, sindacalista senegalese di Biella e fratello di un ragazzo ucciso dal proprio datore di lavoro perché reclamava il denaro che gli spettava;

Stefania Ragusa, del comitato nazionale “Un giorno senza di noi”;

Don Andrea Gallo, della Comunità di San Benedetto al Porto e che non necessita presentazioni.

Dopo una pausa per la cena, alle ore 21 la serata verrà occupata dall’energia meticcia e dalla musica incalzante e sconfinata dell’Orchestra Multietnica Furastè.

Crediamo che questa iniziativa sia un simbolico momento di passaggio che s’innesta in un percorso più ampio fatto di relazioni tra comunità e associazioni e rivendicazioni di diritti. Il nostro futuro sarà il presente che scegliamo. Il nostro futuro, siamo sicuri, sarà un futuro di libertà. Per questo oggi scegliamo un presente di autorganizzazione.

ORGANIZZANO e INVITANO: Associazione Migranti Senza Frontiere – Associazione Laksiba – Associazione Senegalesi di Felizzano (ASEF) – Associazione di Volontariato Diaspora – Migrantes Ecuatorianos – Associazione San Benedetto al Porto – StudentAlb (ass. degli studenti Albanesi) – Polisportiva Antirazzista Uppercut – Associazione Verso il Kurdistan – Onda Studentesca – Centro Sociale Crocevia – Rete Sociale per la Casa – Uomini e donne migranti e antirazzisti

 

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