Scoprire e riscoprire il cuore pulsante dell’America Latina


Quella che pochi mesi addietro sembrava essere una delle scommesse più difficili del Laboratorio Sociale, la realizzazione di una scuola autonoma che dal basso sapesse rispondere alle prime necessità linguistiche dei migranti alessandrini, è stata ampiamente vinta. Certamente forti di questo risultato, ma soprattutto consapevoli del fatto che ogni risultato ottenuto non è mai sufficiente, non è mai un traguardo assoluto, abbiamo deciso di non fermarci per dare forma sempre più ampia e solida ad un progetto fondamentale come quello legato al campo dell’istruzione e della cultura.

Proprio dall’esperienza dei corsi di alfabetizzazione di italiano è partito quel ragionamento interno sulla necessità di saper assumere il ruolo dell’altro per saper comunicare con l’altro in maniera finalmente bidirezionale e paritaria.  Il presupposto che ci muove è quello per cui termini tanto vecchi quanto abusati quali assimilazione, inclusione sociale, integrazione non possono più bastare in una società globalizzata: tentano solo di livellare le differenze, di rendere l’altro uguale a noi, di spersonalizzare le identità e di strappare i legami che ognuno ha con il proprio territorio e con le proprie radici. Quello che ci serve per costruire una società realmente libera dalla paura e dall’intolleranza è un approccio multiculturale, che metta tutti, italiani in testa, nella condizione di saper vivere nelle reciproche differenze attraverso la conoscenza dell’altro e delle sue molteplici culture.

Da qui la creazione di una costola di quel progetto primario, che con il medesimo spirito del primo fosse in grado di creare multiculturalità e relazioni meticce: i corsi di lingue e culture straniere. A novembre siamo partiti con un corso di lingua e cultura araba, che tiene insieme la nostra necessità, da un lato, di comunicare con quella parte di migranti del mondo arabo che, pur non parlando la nostra lingua, stavano attraversando il nostro spazio e la volontà, dall’altro, di numerose persone comuni di contaminarsi con una cultura differente.

Oggi, sempre poco sazi dei risultati ottenuti e costantemente rivolti a orizzonti nuovi, incominciamo un nuovo viaggio rivolto alla lingua spagnola e alla cultura sudamericana. L’abbiamo definito “un viaggio linguistico di straordinaria contaminazione culturale per scoprire e riscoprire il cuore pulsante dell’America Latina dal basso”. Noi che abbiamo lo sguardo costantemente rivolto al Sudamerica, alle lotte trasudanti dignità che gli indigeni portano avanti da secoli per il riconoscimento dei propri diritti, della propria identità, della propria autonomia, alle molteplici resistenze del popolo latinoamericano ai soprusi ed alle violenze perpetrate dai dittatori di turno, non possiamo che sentirci parte di quei popoli, della loro lingua, della loro cultura. Noi che oggi, nella nebbia della pianura alessandrina, ci troviamo a parlare con decine di sudamericani di età diverse non possiamo e non vogliamo prescindere dal mischiarci a loro, dallo scoprire insieme a loro e dal far riscoprire alle giovani generazioni migranti la potenza delle loro radici, della loro storia e della loro degna rabbia. Questo il nostro desiderio che giorno dopo giorno si concretizza nella costruzione di una società nuova, di un modo nuovo di essere comunità.

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