Solidarietà ai valsusini dai No Terzo Valico


Il 17 febbraio sarà una data da ricordare in Val di Susa, un po’ come la notte del 6 dicembre 2005, il massacro al presidio di Venaus o come il 31 ottobre 2005, la battaglia del Seghino. Per l’ennesima volta la polizia mostra il suo vero volto. Le cariche, i manganelli, i lacrimogeni, la tensione altissima per tutta la giornata, i diritti della popolazione sistematicamente negati. Il bilancio della giornata ci parla di 3 manifestanti feriti, due donne e un ragazzo, Simone, speaker radiofonico ricoverato in gravi condizioni con un’emorragia cerebrale. La polizia non tollera le manifestazioni pacifiche quando riescono bene. Quando trecento persone tengono in scacco per tutta la giornata con la loro semplice presenza le trivelle per i carotaggi i militari si sentono in dovere di rompere qualche testa, specie se chi li comanda ha un curriculum di tutto rispetto come Spartaco Mortola: responsabile del massacro alla scuola Diaz di Genova durante il g8 del 2001, quindi promosso più volte per meriti di servizio, fino a diventare questore vicario di Torino.

I giornalisti fanno la loro parte distribuendo al grande pubblico un’informazione mistificata che tende a screditare senza argomenti il movimento no-tav, inventando minacce terroristiche e buste con proiettili, in una ridicola quanto pericolosa riedizione della strategia della tensione.

Noi che da anni lottiamo contro il Tav-terzo valico siamo imprescindibilmente legati allo straordinario movimento della Val di Susa, perchè si è dimostrato eccezionalmente democratico, combattivo, vincente. Perchè siamo spinti dallo stesso desiderio di salvare il nostro territorio da mafie, speculazioni e opere inutili. A loro va tutta la nostra solidarietà e la promessa che non mancherà in futuro il nostro supporto.

Non dobbiamo dimenticare che la Val di Susa è lo specchio di quello che sarà la nostra provincia nei prossimi anni, se cominceranno i lavori del terzo valico: devastazione ambientale e furto di soldi pubblici, militarizzazione del territorio, negazione del diritto a manifestare saranno all’ordine del giorno.

Ma una cosa è sicura…

A sarà dura! (per loro)

 

Comitato di lotta No Tav-Terzo Valico

 

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