Ottavo rinvio dello sfratto di Via Viora


Era il 25 Maggio del 2008 e venivano liberati dall’incuria e dall’abbandono due degli appartamenti dell’Agenzia Territoriale per la casa lasciati vuoti e adibiti a discarica. Teatro delle occupazioni abitative la palazzina di via Viora, dove già altre famiglie, si erano autoassegnate le case lasciate abbandonate.

A distanza di quasi due anni sono ancora quattro le famiglie che attendono di veder regolarizzata la loro situazione, per le altre dieci che parteciparono a quell’ondata di occupazioni volte a riconquistare il diritto all’abitare, sono seguite assegnazioni di case popolari.

Dopo due anni ancora nessuna assegnazione per le quattro famiglie rumene e tutto procede con la solita routine che vede il passaggio dell’Ufficiale Giudiziario ogni due, tre mesi.

Questa mattina era l’ottavo, l’ottava volta che l’Ufficiale Giudiziario che segue la vicenda via Viora, si è presentato alla porta di una delle case alle 9 in punto. Come sempre ha trovato all’interno dell’abitazione una trentina di persone e come sempre non era accompagnato dalla forza pubblica. Fra uno scambio di battute ed un caffè arriva il rinvio fissato per il 14 Giugno con l’impegno che quel giorno il prossimo rinvio sarà a Settembre, così da poter trascorrere un’estate tranquilla.

E’ ormai evidente che da parte dell’Amministrazione Comunale e dell’Atc non ci sia per ora la volontà di toccare le case occupate di via Viora. Sarebbe una dichiarazione di guerra inaccettabile per la Rete Sociale per la Casa che in via Viora ha costruito un suo fortino. Quello che gli attivisti e le famiglie chiedono con forza è che si ponga fine a questo teatrino in cui gli attori sono ormai stanchi di recitare sempre la solita parte e quindi che vengano assegnate definitivamente le case che le famiglie abitano da due anni e hanno ristrutturato a loro spese.

Intanto procedono inesorabilmente i momenti di lotta e mobilitazione della Rete Sociale per la Casa. Il 26 Aprile alle ore 21 tutti in Consiglio Comunale dove si discuterà della questione di via Carlo Alberto e si capirà se all’ordinanza non ottemperata dalla proprietà di messa in sicurezza dello stabile, ne seguirà una di inagibilità come richiesto dalla Rete. Ovviamente servono anche soluzioni abitative alternative per le famiglie, una ventina, che abitano in questa palazzina degli orrori.

A Maggio sono già fissati tre picchetti antisfratto per impedire che famiglie finiscano in mezzo alla strada. In questi casi si tratta di sfratti da abitazioni private e il rischio che venga utilizzata la forza pubblica per eseguirli è palpabile. “Se vogliono decidere di fare la guerra schierando decine di poliziotti e carabinieri siamo pronti a resistere, se preferiscono ragionare su soluzioni alternative per le famiglie con gli sfratti esecutivi siamo disposti a parlarne” questo il commento della Rete Sociale per la Casa rivolto al Prefetto e all’amministrazione comunale di Alessandria.

 

Utilizzando il sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per gestire i suoi contenuti e tracciare le visite al sito. Cliccando di "Accetto" o proseguendo nella navigazione di questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Chiudi