Alessandria – Duecento persone a sostegno della Freedom Flotilla e di Gaza


Duecento persone si sono riunite questo pomeriggio davanti alla Prefettura di Alessandria per manifestare tutta la propria indignazione per il vergognoso attacco subito la scorsa notte dalla Freedom Flotilla da parte dell’esercito e del governo israeliani. Il presidio, organizzato da Laboratorio Sociale, Centro Sociale Crocevia, Comunità di San Benedetto al Porto, Associazione Migranti senza Frontiere e Associazione Verso il Kurdistan, ha visto una forte partecipazione migrante, non solo del mondo arabo, supportata dalla presenza di quella parte di società alessandrina che crede doveroso, oggi più che mai, trasformare l’indignazione da passiva ad attiva.

Non è più tempo di abbassare lo sguardo di fronte ai crimini di Israele. Non è più tempo di pensare che il governo di Israele possa rimanere ancora a lungo impunito, mentre da vittima si è trasformato nel peggior carnefice che gli ultimi decenni ricordino. Non è più tempo di tacere nel rispetto di ferite che mai si rimargineranno e che oggi vengono inferte con ferocia disumana al popolo palestinese, con l’appoggio internazionale, quasi dovesse saldare per intero un debito lasciato da altri.

Dopo l’assalto alla Freedom Flotilla e l’uccisione di 19 operatori umanitari da parte dell’esercito israeliano, rei di aver annunciato pubblicamente di voler raggiungere la striscia di Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese, il governo italiano, per bocca del sottosegretario agli esteri, ha parlato di provocazioni da parte degli attivisti di pace dimostrando, come già avvenuto due mesi or sono nei confronti degli operatori di Emergency “arrestati” dal governo afghano, di considerare eroi i connazionali che con le armi esportano democrazia e morte e sovversivi quelli che operano, con la sola forza delle idee, nelle zone di guerra per tutelare i civili e determinare la fine dei conflitti.

Chi si schiera dalla parte dei diritti e della dignità dell’uomo, sempre e ovunque, non può che condannare con fermezza l’operato di Israele e la complicità ostinata del governo italiano. Con la richiesta di liberazione dei circa 500 attivisti trattenuti dall’esercito israeliano, di cui 6 connazionali, e di arresto immediato dell’assedio a Gaza, il presidio ha manifestato per circa due ore nella piazza centrale di Alessandria, tra il caos del traffico cittadino all’ora di punta ed il silenzio assordante del palazzo prefettizio. Duecento persone si sono schierate dalla parte dei sovversivi e “degli amici dei terroristi”, come titola oggi un noto quotidiano, perché se l’umanità si è trasformata in sovversione, allora essere sovversivi è un qualcosa di cui non ci si può privare.

 

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