Sulle dichiarazioni dei senza cervello Bocchio e Lavezzaro


 Pur essendo endemicamente contrari all’alimentazione di polemiche sterili e strumentali, come Assemblea di gestione del Laboratorio Sociale non possiamo sottrarci ad una serie di precisazioni in merito ad un intervento comparso in questi giorni sulle pagine di alcune testate alessandrine.Che la realtà del Laboratorio Sociale “Ex Caserma VV.FF.” dia fastidio a molti in questa città è fuori discussione. In genere fa paura chi produce concretamente risultati con la sola forza delle proprie idee, al di fuori di qualsiasi logica di rappresentanza o di potere. La politica italiana, da qualsiasi punto di osservazione la si voglia guardare, è ormai troppo avvezza al raggiungimento di obiettivi squallidi attraverso mezzi discutibili. Per questo, quando si trova di fronte a realtà autorganizzate che sono in grado di rispondere alle necessità reali senza bisogno di chiedere aiuti, o peggio ancora permessi, si allarma e immediatamente necessita di normare quelle anomalie del sistema. Se poi quelle realtà sono meticcie e di quel meticciato si nutrono per dare vita ad una società nuova che sappia rivendicare e conquistare diritti, ponendosi doveri di responsabilità e di morale nei confronti di ciascun cittadino del mondo, allora diventa un imperativo affossarle.

Non importa come.

Se la strategia politica è fine, si gioca a livelli alti di discussione. Se la strategia rasenta il patetico, come nel caso della premiata coppia Bocchio-Lavezzaro, non possiamo che limitarci a far presente quanto segue, più per onor del vero che per aprire una diatriba alla quale non siamo interessati a dare vita, per mancanza di voglia e di tempo.

Le immagini inviate ai giornali non si riferiscono alla palazzina in cui nasce e si sviluppa il Laboratorio Sociale e molti giornalisti dovrebbero saperlo bene, avendolo più volte visitato. Sono bensì relative a spazi di competenza della Provincia, dei quali non possiamo e non intendiamo assumerci responsabilità alcuna. Nella stessa condizione in cui sono stati da loro fotografati li abbiamo trovati anche noi al momento del nostro ingresso nell’ex Caserma. Addirittura, lo spazio in questione (avendo accolto la cucina e l’area ristoro della Festa del PD nell’estate 2008) era carico di immondizie di ogni tipo, tra cui numerosi fusti di olio esausto. Abbiamo denunciato in svariate occasioni questa situazione, sentendoci rispondere che l’AMIU non si sarebbe occupata di rimuovere le immondizie (anche queste indipendenti dalla nostra presenza nello spazio) fintanto che non fossero stati saldati debiti da parte dell’amministrazione provinciale. A questo punto, non sentendoci responsabili neppure della questione “sporcizia e degrado”, consigliamo a chiunque voglia risposte chiare ed esaustive, oppure porgere lamentele, di rivolgersi a chi di dovere, in questo caso il Sindaco di Alessandria, essendo l’AMIU (ancora per quanto?) un’azienda municipalizzata.

Chi ha avuto modo di attraversare gli spazi del Laboratorio Sociale nell’ultimo anno e mezzo sa perfettamente che siamo stati oggetto di calunnie esclusivamente per la scomodità che le iniziative da noi promosse e supportate provocano nelle pance di certi personaggi della politica locale. Questo non ci scalfisce né ci spaventa. Non temiamo il giudizio di nessuno, specie se volutamente mistificante, perché sappiamo di essere dalla parte della ragione e di avere dato un segnale forte all’interno della città: un segnale che parla di libertà, di dignità, di giustizia sociale e di integrità morale. Tutte cose di cui troppi oggi faticano anche solo a parlare e questo traspare chiaramente dalla disonestà intellettuale con cui, non sapendo come screditare la nostra straordinaria esperienza, si costruiscono artificialmente attacchi di basso ingegno e scarsa levatura politica.

L’Assemblea di gestione del Laboratorio Sociale

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