La tragedia dell’amianto, da Casale Monferrato al Teatro di Alessandria


Da molti anni le strade e le case in cui viviamo tutti i giorni nascondono una pericolosa minaccia celata tra le tegole dei tetti, negli impianti di aereazione, nei tubi dell’acqua: l’amianto, materiale estremamente utile e polivalente utilizzato per differenti scopi, nonostante l’altissimo tasso di nocività per l’uomo e per l’ambiente riconosciuto in Italia dagli anni sessanta. Nel nostro Paese il problema dell’amianto è sempre stato affrontato con estrema superficialità e questo ha permesso che ditte come l’Eternit di Casale Monferrato proseguissero nella lavorazione e nella messa in commercio dell’asbesto fino al 1986, senza curarsi delle vittime che questo materiale ha provocato e continua tutt’ora a provocare tra ex lavoratori dell’azienda e cittadini (fino ad ora i decessi accertati causati dall’inalazione di polveri di amianto sono circa 1400, di cui 900 tra i dipendenti e 500 tra i cittadini).

La drammaticità della situazione in cui si trovano gli abitanti di Casale è tra le più gravi ed eclatanti in Italia, con una media di circa 50 morti all’anno per mesotelioma pleurico e asbestosi, centinaia di famiglie distrutte e un tasso di polveri di amianto presenti nell’aria ancora oggi sopra le norme; in più le malattie provocate dall’asbesto si manifestano solo dopo diversi anni dall’esposizione e questo significa che saranno ancora molte le vittime causate da questo materiale e dagli imprenditori che hanno deciso di continuare a utilizzarlo per gonfiare le proprie tasche, senza preoccuparsi della vita di migliaia di persone.

Ancora oggi le polveri di asbesto fanno parte della quotidianità della vita dei casalesi; i comitati e le associazioni che da anni lottano contro questa terribile piaga hanno più volte denunciato il fatto che solo il 50% dell’asbesto presente in città è stato bonificato correttamente e che sono ancora molte le abitazioni con tetti o altre parti di strutture in amianto, anche perché tuttora non esiste alcuna legge che impone ai privati di provvedere alla bonifica negli edifici di loro proprietà.

Evidentemente anni di lotta e di processi portati avanti dai comitati casalesi non sono bastati a far sì che le istituzioni e le ditte incaricate di bonificare e smaltire l’amianto si preoccupassero di farlo correttamente e senza rischi per le persone e questo è palesemente dimostrato da ciò che sta accadendo nelle ultime settimane nel Teatro Comunale di Alessandria.

Chiunque abbia seguito la questione sui giornali locali si sarà sicuramente reso conto dell’alone di mistero e di non detti che la dirigenza del teatro (in particolare nella figura della Presidente Elvira Mancuso), il Comune della città e la ditta Switch 1988, esecutrice della bonifica, hanno creato intorno alla faccenda, come se la verità non riguardasse i lavoratori, i 4000 cittadini che hanno attraversato il teatro durante il periodo a rischio e la cittadinanza tutta.

Cerchiamo di mettere un po’ di ordine anche se risulta particolarmente complicato.

La ditta Switch 1988 di proprietà del signor Maurizio Dufour ha eseguito i lavori di bonifica del teatro che gli sono stati affidati dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino di cui fanno parte i signori Elvira Mancuso, Roberto Livraghi, Lorenzo Repetto (già Sindaco del Comune di Castelletto D’Orba e attuale Presidente dell’AMAG) e Gianluca Veronesi. Non è stata effettuata nessuna gara di appalto pubblica per l’esecuzione dei lavori, ma è stata direttamente scelta la ditta Switch 1988 con sede nella città di Genova e una sede operativa nella città di Castelletto D’orba in provincia di Alessandria.

I lavori non sono stati eseguiti regolarmente se è vero che attualmente il teatro è chiuso per la presenza di polveri di amianto.

Le prime analisi fatte da un laboratorio privato (di cui ad oggi viene tenuto nascosto il nome ma che è sulla bocca di centinaia di cittadini) escludevano la presenza dell’amianto.

Dopo l’intervento dell’ASL si è chiarita la questione e conseguentemente si è optato per la chiusura del teatro e per una nuova e necessaria operazione di bonifica.

Si apprende stasera da fonti giornalistiche che per i nuovi lavori, il consiglio di amministrazione della fondazione teatro regionale alessandrino di cui fanno parte i signori Elvira Mancuso, Roberto Livraghi, Lorenzo Repetto (già Sindaco del Comune di Castelletto D’Orba e attuale Presidente dell’AMAG) e Gianluca Veronesi abbia scelto la ditta Switch 1988 con sede operativa nella città di Castelletto D’Orba.

In pratica la ditta, che ha eseguito i primi lavori di bonifica causando lo spargimento dell’amianto per tutto il teatro, viene nuovamente incaricata di rieseguire i lavori di bonifica vista la sua grande competenza nel settore.

I cittadini e i lavoratori hanno il diritto di sapere cosa sta accadendo nel Teatro di Alessandria e di capire come questa situazione estremamente grave e pericolosa venga gestita e affrontata dalla Giunta Comunale e dall’amministrazione del TRA.

Cittadini e lavoratori hanno il diritto di avere risposte ad alcune banali domande:

1) Per quale ragione non è stata eseguita una gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori?

2) Per quale ragione il consiglio di amministrazione del TRA ha scelto la Switch 1988 con sede operativa a Castelletto D’Orba per eseguire i lavori?

3) Chi fra i membri del consiglio di amministrazione di cui fanno parte i signori Elvira Mancuso, Roberto Livraghi, Lorenzo Repetto (già Sindaco del Comune di Castelletto D’Orba e attuale Presidente dell’AMAG) e Gianluca Veronesi ha proposto che fosse la Switch 1988 con sede operativa a Castelletto D’Orba ad eseguire i lavori?

4) Chi doveva vigilare sull’esecuzione dei lavori?

5) Quale laboratorio ha detto che non c’era la presenza di amianto all’interno del Teatro?

6) Per quale ragione si sceglie nuovamente la ditta Switch 1988 con sede operativa a Castelletto D’Orba per eseguire i nuovi lavori?

7) Per quale ragione non si fa una gara d’appalto?

E molte altre domande che si potrebbero aggiungere.

Per queste ragioni, Venerdì 22 ottobre alle ore 21 presso il Laboratorio Sociale di via Piave 65 si terrà un dibattito pubblico.

Ad aiutarci ad affrontare la questione amianto parteciperanno:

Bruno Pesce (Comitato vertenza amianto Casale Monferrato)

Romana Blasotti Pavesi (Associazione famigliari vittime amianto Casale Monferrato)

Luca (Associazione Voci della Memoria)

 

Cittadini e Lavoratori contro l’amianto

 

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