Alessandria – Riprendiamoci il futuro, costruttori di sapere


Centinaia di studenti questa mattina hanno invaso le strade della città, insieme al mondo della formazione in tutta Italia per dare un forte segnale al Governo di fronte all’ormai prossima approvazione del ddl Gelmini, prevista per il 25 novembre.

Dalla giornata di oggi emerge una nuova fase per il movimento studentesco della città, una fase ben riassunta dallo striscione di apertura del corteo: riprendiamoci il futuro, costruttori di sapere. La linea sulla quale muoversi è quella indicata da una parte dai movimenti europei sviluppatisi negli ultimi mesi attorno al tema dei tagli alla cultura e della privatizzazione dei saperi, promuovendo conflitto all’interno e fuori dalle scuole, dall’altra parte invece, seguendo l’esempio dei movimenti territoriali, è necessario ora ri-partire dalle macerie della scuola pubblica per ricostruire, dal basso, un’altra scuola.

Il corteo di questa mattina, scortato da una massiccia presenza di forze dell’ordine, ha toccato i punti caldi del centro cittadino: l’Istituto Saluzzo, uno degli Istituti più colpiti dai tagli e dalla riorganizzazione dell’orario, dove la maggior parte degli studenti sono pendolari che si trovano a doversi arrangiare coi mezzi per raggiungere le proprie scuole. Passando sotto il comune la manifestazione ha espresso solidarietà alla lotta degli autisti ATM (azienda che gestisce il trasporto pubblico cittadino) che si stanno mobilitando contro la privatizzazione dei mezzi pubblici, in un quadro che vede in completa svendita i beni comuni della città in favore delle speculazioni e che ben riflette le politiche governative italiane.

Infine, prima di terminare con un presidio sonoro la manifestazione in piazzetta della Lega, gli studenti hanno nuovamente sommerso di carta igienica la sede della Lega Nord, in segno di rifiuto rispetto alle ultime affermazioni degli esponenti del carroccio sia riguardo la scuola (la vergognosa proposta di creare classi differenziali per gli alunni disabili) sia riguardo la vicenda di Brescia, alla quale si è risposto con una sorta di espulsione di massa.

L’antirazzismo è una delle basi imprescindibili dell’autorganizzazione studentesca all’interno degli istituti superiori, dove le differenze diventano arricchimento mentre lo scambio e la discussione producano nuovi momenti di lotta e conflitto.

Gelmini pensavi fosse finita, questo è solo l’inizio!

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