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Torino – Decine di migliaia in corteo con la Fiom


Che la partecipazione alla manifestazione della Fiom di Torino sarebbe stata grandissima lo capiamo già alle 7 del mattino in Piazza Garibaldi ad Alessandria. Sono tre i pulman pieni di metalmeccanici, lavoratori delle altre categorie, studenti, militanti dei centri sociali, sfrattati, semplici cittadini. Tre pulman a cui se ne aggiungono altri tre provenienti da Novi Ligure e due da Ovada. Un totale di 8 pulman per quattrocento persone che partono dalla provincia di Alessandria alla volta di Torino. La memoria di chi scrive fatica a ricordare una mobiltazione così massiccia dal capoluogo piemontese.
Quando arriviamo a Torino nel luogo del concentramento, dopo aver passato un bel po’ di tempo nel traffico congestionato, sono già migliaia le persone presenti in piazza.
Ad aprire la manifestazione sono gli operai della Fiat Mirafiori che sorreggono un grosso striscione con scritto:”Mirafiori, l’accordo della vergogna”. Non è finita con il voto al referendum ricatto di Marchionne la voglia di lottare, partecipare, difendere i propri diritti da parte di questi lavoratori che mai come oggi sanno di non essere soli nella loro battaglia.
Con loro in piazza si susseguono centinaia di striscioni delle Rsu delle fabbriche metalmeccaniche che oggi hanno aderito allo sciopero.
I dati comunicati dalla Fiom parlano di adesioni molto alte: alla Powertrain di Torino, ovvero alle ex Meccaniche, l’unico reparto produttivo oggi in funzione a Mirafiori, ha aderito allo sciopero l’80% dei lavoratori, una percentuale altissima rispetto alla storia dello stabilimento. Va tenuto presente che tutti i dipendenti delle Carrozzerie e delle Presse sono stati posti in Cassa integrazione. Alla Iveco (Fiat Industrial), l’adesione allo sciopero è al 70%. Ancora in Piemonte, sono state registrate percentuali di sciopero al 65% alla Marcegaglia di Alessandria e al 95% alla Marcegaglia di Asti.
A guardarle bene le facce di questi metalmeccanici esprimono tantissima rabbia e dignità, sono consapevoli che il modello Marchionne vorrebbe essere esteso a tutti, non sono disposti alla rinuncia dei loro più elementari diritti e a un nuovo modello autoritario di contrattazione sociale.
Nelle tante interviste realizzate durante la diretta video di Globalproject sono in molti a parlare dell’importanza della partecipazione degli studenti e di tanti cittadini torinesi che hanno risposto all’appello. Non è solo fatta di operai la piazza torinese, con loro centinaia di studenti medi e universitari, i centri sociali di tutto il Piemonte, centinaia di No Tav scesi a Torino dalla Valle di Susa per partecipare alla manifestazione.
E’ sempre difficile per chi è abituato ai numeri della provincia dire quante persone erano in piazza questa mattina. Sicuramente alcune decine di migliaia che hanno sfilato ordinatamente per le vie centrali di Torino fino a raggiungere piazza Castello.
E’ il momento dei comizi conclusivi e dopo che dal palco hanno parlato rappresentanti degli studenti e dei movimenti arriva il turno di Panini della Segereteria della Cgil. Non passa un minuto e la piazza inizia a scandire a gran voce uno sologan semplice semplce:”Sciopero, sciopero generale”. Iniziano in alcune decine, diventano centinaia e poi migliaia che continuano a scandire la richiesta coprendo la voce dell’oratore. I cori si trasformano in fischi, quando diventa chiaro che esattamente come la Camusso ieri a Bologna, Panini decide di sorvolare sulla richiesta della piazza.
Non fa la stessa cosa Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom che dopo essersi scagliato contro le recenti affermazioni da buffone di Marchionne e aver richiamato le responsabilità del Governo, chiede a tutta la confederazione la convocazione dello sciopero generale. La piazza esplode in un boato di approvazione, è questa la richiesta che accomuna tutti i partecipanti alla manifestazione. Il comizio di Airaudo termina fra gli applausi unanimi della piazza e dopo i saluti di rito facciamo ritorno agli autobus che ci riporteranno a casa.
Torniamo ad Alessandria con la consapevolezza di aver partecipato ad una giornata straordinaria, sempre più convinti che la strada apertasi il 16 Ottobre con “Uniti contro la crisi”, sia da percorrere sempre con maggior determinazione e convinzione. Oggi ci siamo reincontarti fisicamente con tante persone con cui non ci si vedeva da tempo e tutti concordano nell’importanza di proseguire insieme un cammino che si pone il problema di resistere ai tanti attacchi di provenienza governativa ma che guarda al tempo stesso ad un’idea alternativa di società. Insieme e uniti contro la crisi possiamo davvero pensare di farcela.

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