Alessandria – Bloccato uno sfratto, verso la conquista del canone sociale


Questa mattina alle ore nove attivisti e famiglie della Rete Sociale per la Casa hanno bloccato uno sfratto ad Alessandria in Spalto Borgoglio, ottenendo una lunga proroga fino al tredici di Giugno. Uno dei tanti che si susseguono con ritmo incessante nella città, ai danni di una famiglia migrante composta da madre padre e tre figli piccoli. Un’esistenza normale fino al licenziamento del padre a causa della crisi, a cui è seguita l’impossibilità di pagare il canone di affitto. Una situazione sempre più esplosiva con l’emissione da parte del Tribunale di Alessandria di oltre ottocento sfratti dall’inizio dell’anno. Nel silenzio sempre più assordante dell’amministrazione comunale e del Sindaco Fabbio, nella mancanza più assoluta di soluzioni atte a far fronte al dramma dell’emergenza abitativa da parte del Comune di Alessandria.
La solita macabra routine che prosegue ormai da diversi anni. La novità è che all’orizzonte si prospetta finalmente una soluzione alla portata di mano volta a permettere alle famiglie sotto sfratto, che non rientrano nelle poche assegnazioni annuali di case popolari, di poter guardare al futuro con qualche certezza in più.
Anni di proteste, manifestazioni, occupazioni e picchetti antisfratto della Rete per la Casa hanno determinato che la proposta del canone sociale (affitto da privati da destinare a canone sociale alle famiglie in emergenza abitativa) che venne scritta sul primo volantino della Rete nel 2005, sembra oggi ad un passo dalla realizzazione.
Un’ipotesi di lavoro con il tavolo anticrisi della Provincia di Alessandria, a partire dai primi progetti pilota che hanno riguardato le famiglie che occuparono l’ex casa dei militari, le famiglie di via Viora e altre con sfratto esecutivo, dovrebbe portare ad una soluzione di sistema valida per le tante famiglie come quella di stamattina che si sono trovate a fronteggiare uno sfratto per morosità incolpevole.
I privati dovrebbero affittare alle famiglie ad un prezzo inferiore a quello di mercato come fu per i primi progetti pilota, le fondazioni bancarie e le amministrazioni dovrebbero creare un fondo di garanzia da utilizzare nel caso che le famiglie non riescano a pagare l’affitto e al tavolo anticrisi spetterebbe di coordinare tutto questo. Se questo dovesse avvenire una parte delle tremila abitazioni sfitte di Alessandria tornerebbero a popolarsi, sarebbe inutile costruire nuove abitazioni consumando ulteriormente il territorio, ma soprattutto per centinaia di famiglie con l’incubo dello sfratto esecutivo potrebbe essere trovata una soluzione degna.
Più facile a scriversi che a farsi, ma qualche mese di paziente lavoro rendono oggi alla portata di mano questa soluzione. Naturalmente si tratterà di capire l’entità del fondo di garanzia da cui dipenderà l’estensione e la durata del progetto del canone sociale.
Intanto la Rete per la Casa continuerà a bloccare gli sfratti esecutivi e ha comunicato al tavolo anticrisi che entro il mese di Aprile questa ipotesi di lavoro dovrà trasformarsi in realtà. Infatti a fine Maggio tutti gli abitanti della palazzina di via Carlo Alberto 14 avranno il terzo passaggio dell’Ufficiale Giudiziario e un mese sembra un tempo ragionevole per poter effettuare il trasloco.
Se così non dovesse essere è facile immaginare che ad inizio Maggio ricominceranno le occupazioni abitative nella città di Alessandria.

 

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