Duemila studenti si riprendono le strade di Alessandria


Questa mattina il centro di Alessandria è stato attraversato dagli studenti delle scuole superiori della città che a migliaia hanno scelto di rinunciare ad un giorno di lezione per darsi appuntamento in Piazza del Cavallo e dare vita ad una partecipatissima manifestazione convocata al termine della grande assemblea di Martedì 27 novembre organizzata dal Movimento Studentesco presso il Laboratorio Sociale di Via Piave a cui hanno preso parte più di cento studenti provenienti dai diversi istituti della città e sulla scia dei percorsi di lotta che hanno visto protagonisti gli studenti alessandrini nelle ultime settimane: dalla “cacciata” del Ministro Profumo in visita all’IIS Volta, alle innumerevoli assemblee organizzate all’interno dei diversi istituti, dalle lezioni svolte sotto i portici di P.zza Matteotti (ex p.zza Genova) dagli studenti e dai professori del liceo Classico al corteo spontaneo dell’Istituto Vinci per chiedere aule calde in cui poter passare degnamente le ore a scuola.

Circa 2.000 i giovani che hanno invaso le strade e le piazze con la voglia e la determinazione di chi sceglie, ancora una volta, di dire “basta”, di alzare la voce e di tornare ad essere protagonista del proprio futuro.

Sin dall’inizio del corteo sono stati molti gli interventi fatti al microfono dagli studenti, che hanno parlato della legge Aprea e dei tagli imposti dal Governo Monti al mondo dell’istruzione pubblica (mentre il Ministro Profumo pensa ad evitare che gli istituti paritari e in modo particolare quelli cattolici paghino l’IMU), delle difficoltà che vive ogni giorno chi frequenta la scuola, dal freddo nelle aule alla mancanza di fondi per i laboratori, dalla fatiscenza degli edifici all’impossibilità di svolgere lezioni e corsi pomeridiani all’interno delle scuole stesse.

All’arrivo in Piazza Libertà la manifestazione si è fermata sotto al Comune e gli studenti hanno lanciato un messaggio chiaro alla nuova Giunta cittadina che, con una delibera approvata dal Consiglio Comunale pochi giorni fa, ha eliminato le agevolazioni per studenti e disabili sugli abbonamenti Atm, il cui costo aumenterà del 320% in un sol colpo (da 10 a 42 euro mensili): raggiungere le scuole senza per questo prosciugare le tasche delle proprie famiglie è un diritto di ogni studente e la mobilitazione continuerà con lo scopo di riconquistare ciò che è stato tolto.

Poco dopo il corteo si è spostato sotto al palazzo della Provincia per denunciare l’impossibilità di svolgere regolarmente le lezioni senza una temperatura adeguata all’interno degli istituti: i tagli imposti dal Governo agli enti locali (Comuni e Province) hanno portato alla chiusura degli edifici scolastici in orario pomeridiano, cosa che impedirà agli studenti di seguire corsi di recupero o lezioni al di fuori dell’orario a causa dello spegnimento dei riscaldamenti nel pomeriggio.

Se fino a qualche tempo fa la crisi di cui parlano giornali e politici era solo una parola poco comprensibile, oggi diventa sempre più tangibile sulla pelle delle persone, che si trovano a fare i conti con un problema che non hanno creato ma sembra debbano risolvere rinunciando a servizi e diritti.

Gli studenti, nuova generazione che si affaccia al mondo del lavoro, hanno diritto ad avere prospettive concrete, sogni e desideri realizzabili e se per l’attuale governo tutto questo non rappresenta una priorità, saranno gli studenti a lottare per riprendersi ciò che spetta loro.

Oggi gli studenti di Alessandria sono tornati ad alzare la testa come non si vedeva in questa città dai tempi dell’Onda, con la volontà di continuare le mobilitazioni e con la voglia di tornare ad incidere realmente sulla propria vita e sul proprio futuro.

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