Quante persone non vogliono la vendita del Laboratorio Sociale? Quanti sfidano Filippi?


Quando ad ottobre abbiamo scoperto della messa in vendita del Laboratorio Sociale da parte della Provincia di Alessandria, uno dei motivi che più ha scatenato l’indignazione in ogni volontario, militante e persona che anima quello spazio è stata l’incapacità di rispondere ad una domanda: come fanno a non vedere l’impegno di centinaia di persone e l’immenso valore sociale che il Laboratorio ha prodotto in questi 4 anni?

Sarebbe bastato elencare le decine di attività e di progetti che quotidianamente vengono svolte dentro al Laboratorio, ricordare le iniziative di ogni tipo a cui abbiamo dato vita, dalle feste multiculturali, alle rassegne teatrali, per palesare la vacuità di quella scelta. Da qui, però, è scaturita un’altra domanda, che ci ha fatto ragionare su noi stessi e ci ha permesso di far discutere ogni anima di questo grande progetto con le altre: tutto il valore che produciamo e che rappresenta uno spiraglio di dignità per così tante persone viene riconosciuto anche oltre le mura del Laboratorio Sociale?

Da questo interrogativo è nata una nuova sfida: dimostrare che per un Paolo Filippi intenzionato a venderci, ci sarebbero stati 1.000 uomini e donne che avrebbero detto a gran voce “Nossignore!”. Il coraggio e l’ambizione di sfidare la cecità istituzionale sono parte integrante della nostra storia, da quando nel 2008 abbiamo occupato uno stabile destinato o alla speculazione o alla fatiscenza, trasformandolo in luogo libero, vivo, autogestito.

Oggi, a conti fatti, possiamo dire che ci siamo sbagliati: per ogni Filippi che ci vuole vendere, ben 1.500 persone hanno deciso di mettere la propria firma all’Appello che chiede di stralciare il nome del Laboratorio Sociale dalla lista degli stabili messi in vendita dalla Provincia.

Per non parlare inoltre dell’Open Day che il 15 dicembre ha aperto le porte a chiunque volesse vedere la straordinaria normalità del Laboratorio Sociale. Chiedete a quelle 500 persone cosa hanno visto.

In questo periodo di austerità, di devastazione sociale e di miseria a 360 gradi, crediamo ci sia bisogno del coraggio di invertire la rotta e di tutelare quegli spazi di dignità, di diritti, di socialità vera, solidale, dal basso. Questo è ciò che abbiamo deciso di fare noi. Questo è ciò che 1.500 persone ci chiedono di continuare a fare.

Crediamo quindi che sia giusto e responsabile estendere pubblicamente a Filippi la nostra proposta, consegnandogli, foglio dopo foglio, 1.500 buone motivazioni per ritornare sui suoi passi.

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