Da Alessandria a Roma – La nostra dignità non si tocca!


Questa sera si è svolta al Laboratorio Sociale una partecipata assemblea sulla condizione attuale della città, soffocata dal dissesto comunale che va a sommarsi al peso di una crisi economica generale devastante.

I diversi interventi che si sono susseguiti nel corso della serata hanno evidenziato le particolarità delle lotte che stanno animando le piazze e le strade di Alessandria ma hanno anche saputo raccontare le storie di chi oggi si trova in una situazione di precarietà, non ricevendo lo stipendio da mesi e con il timore imminente di perdere il posto di lavoro. E’ stata un’assemblea caratterizzata da un’alta carica emotiva: il dramma delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, lo smantellamento e la privatizzazione dei servizi essenziali, la mancanza di prospettive future per la città. La situazione, inutile nasconderlo, è drammatica.

Come uscirne? Quello che forse fino ad oggi è mancato è un dibattito complessivo su Alessandria, su cosa significa applicare le norme sul dissesto e perseguire la via dei tagli e delle cosiddette “razionalizzazioni” di personale e servizi in una cittadina di novantamila abitanti. L’ambizione del dibattito di questa sera era proprio quella di ritagliare un momento in cui confrontarsi tutti insieme, lavoratori, cittadini comuni e studenti e ragionare su quale prospettiva costruire per il futuro della città.

La lotta dei lavoratori rappresenta una speranza per tutti gli alessandrini: è oggi che, partendo dalla difesa dei posti di lavoro, si inceppa il meccanismo innescato dal dissesto e che sta portando Alessandria verso il baratro. E’ necessario che la città intera si svegli e inizi a camminare al fianco dei lavoratori, con la consapevolezza che l’unico modo di vincere questa battaglia è combatterla in tanti.

Come era previsto nessuno ha tirato fuori dal cilindro una ricetta pronta per uscire dalla crisi. Sarebbe stato un errore: la posta in gioco oggi è altissima. La strada da percorrere deve essere soggetta a costante verifica, si materializzerà in divenire, saranno le mobilitazioni future che in base a quanto riusciranno a coinvolgere la comunità intera ridaranno dignità alla città.

Un altro obiettivo dell’assemblea pubblica era quello di rilanciare la giornata di giovedì 11 aprile in cui centinaia di alessandrini attraverseranno in corteo le vie di Roma per arrivare fin sotto il Parlamento. Come già previsto saranno circa una decina i pullman che partiranno alla volta della capitale: l’appuntamento è in piazza Garibaldi mercoledì alle ore 23.45 per la partenza; il ritorno è previsto per giovedì in serata (il viaggio è gratuito ma è necessario prenotarsi al numero 329-4085995).

L’iniziativa ha rimarcato l’importanza di momenti di scambio come questo ed è stata espressa solidarietà agli attivisti del Laboratorio Sociale: da due settimane lo stabile è al freddo e senza acqua calda. Dopo la delibera che inserisce l’ex caserma V.V.F.F. nel piano alienazione dei beni di proprietà della provincia, questo provvedimento, preso senza comunicare nulla all’assemblea di gestione, rappresenta un ulteriore attacco ad uno dei fondamentali beni comuni della città. I ragazzi della scuola di italiano fanno lezioni in aule congelate, lo stesso dibattito di questa sera era timidamente riscaldato da un “cannone” da cantiere e in palestra non c’è la possibilità di fare una doccia calda.

In un periodo in cui la crescita delle necessità di sempre più cittadini aumenta esponenzialmente e l’offerta pubblica di agevolazioni e servizi risulta inversamente proporzionale, vengono messi in discussione quegli spazi liberati dalla speculazione e dall’abbandono che si basano sul lavoro volontario di decine di persone e rappresentano de facto welfare dal basso per Alessandria. Forse, si chiedono gli organizzatori, è perché il Laboratorio Sociale ha sempre avuto il coraggio di dire ciò che pensava comportandosi di conseguenza, e lo ha fatto mettendosi a totale disposizione dei movimenti sociali che si sono susseguiti, come oggi.

La serata si è conclusa con la promessa di continuare ed allargare le mobilitazioni, di fare in modo che la battaglia dei lavoratori diventi una battaglia comune per impedire che Alessandria muoia. E intanto, giovedì tutti a Roma.

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