Una testimonianza diretta dalla Turchia in rivolta


Nella giornata di ieri siamo riusciti a contattare un nostro buon amico turco, nostro coetaneo, che si trova in questo momento nel suo paese a fare, beato lui, la sua rivoluzione.

Il suo racconto è nettamente diverso da quello filtrato dai canali all news. Anche su Twitter le notizie circa la reale gravità della brutale risposta poliziesca sono contrastanti: già il 31 Maggio si parlava di due morti, Amnesty conferma la cifra ma non c’è prova, su Twitter alcuni parlano in questo momento di 5 morti e spuntano le prime foto di persone apparentemente prive di vita, le strade di Istanbul sporche di sangue e detriti di una notte di combattimenti. Qualcuno dice che la polizia ha cominciato ad usare proiettili veri.

Il nostro testimone, diversamente dalle altre fonti di notizie, sostiene che dopo gli ultimi scontri le vittime siano decine.

Questo il messaggio, tradotto dall’inglese, che ci è stato affidato con la preghiera di diffonderlo:

“xxxxxx,

Le cose qui vanno male. La gente sta morendo per mano della polizia. Stiamo facendo un annuncio al mondo, domani ti manderò altre informazioni ma prima di tutto voglio dirti questo, e voglio che tu lo dica a tutti: questo è solo l’inizio.

Vogliamo un risveglio, in tutto il mondo. Il governo ha venduto la nostra nazione, la nostra libertà, i nostri diritti civili in cambio degli investimenti stranieri. Ovunque aprono centri commerciali di grandi marchi. Non ascoltano niente, non ascoltano la loro gente. Quando manifesti ti danno ragione, ma i soldi sono la loro religione, e poi dicono di essere musulmani tutti d’un pezzo.

Fanculo. Stronzate.

Sono venuti con 20 cannoni ad acqua nella più importante piazza storica di Izmir, dove è stata sancita l’indipendenza nazionale dalle forze dell’impero dopo la prima guerra mondiale.

Oggi hanno buttato delle ragazze in mare.

Ieri (1 giugno, ndr) la polizia ci ha detto “vi butteremo in mare”. Oggi l’hanno fatto.

La resistenza turca ha bisogno di essere riconosciuta e supportata. Vi chiediamo il favore di dirlo a tutti. Qui si sta mettendo male, la polizia ha troppo potere.

La gente ha cercato per tanto tempo di fare qualcosa per porre rimedio alle malefatte del governo, ma la settimana scorsa è stato passato il segno. Tutte le proteste vengono respinte dal governo con troppa forza, troppa, non riesco a descriverlo. Oggi la polizia buttava la gente in mare, molte persone sono morte, centinaia sono rimaste ferite negli ultimi 3 giorni, sono stati lanciati diversi tipi di gas, mai visti prima.

Questo è troppo, amico. Le cose che ti sto dicendo le devi dire ai tuoi amici e fare passaparola, qui i media non funzionano, a volte chiudono anche internet e telefoni, è una reazione spropositata.

È così da troppo tempo, ora stiamo esplodendo, ci sono centinaia di migliaia di persone in ogni città: Ankara, Izmir, Istanbul, Eskisehir sono solo alcune.

Di notte, quando arriva la polizia, sembra di stare in guerra, ma la guerra vera. Non sono solo loro a picchiarci, ci sono con loro persone in borghese, militanti dei partiti della maggioranza, sono una mafia. Dicono di difendere la democrazia ma qui di notte sembrano le SS della Germania nazista. Ieri 100 persone si stavano rifugiando in un appartamento a Izmir e la polizia ha sparato il gas all’interno.

Alcune persone sono morte di fronte a me, e questa cosa si ripete ogni giorno.

Stiamo combattendo per la libertà, quella che ci tolgono a causa del denaro.

Dillo all’Italia, abbiamo bisogno di aiuto.

Erdogan se ne deve andare, è un assassino”

 

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