Alessandria – Gli studenti scendono in piazza per riprendersi il futuro


Anche quest’anno la città di Alessandria ha visto sfilare per le vie del centro gli studenti e le studentesse degli istituti superiori. Un corteo di oltre trecento persone ha attraversato le strade e le piazze della città per dire, ancora una volta, che la scuola deve essere pubblica e solidale.  I giovani si sono dati appuntamento in Piazza del Cavallo e, armati di striscioni e cartelli, ma soprattutto di rabbia e indignazione, hanno riempito il centro storico con slogan, determinazione e sorrisi.

Di fronte ad una crisi che sempre più pesa sulla vita quotidiana di tutti e che sta mettendo letteralmente in ginocchio il mondo dell’istruzione pubblica, i giovani delle scuole alessandrine hanno scelto di uscire per un giorno dai propri istituti, in molti casi fatiscenti e pericolanti, per rivendicare, insieme, un diritto al presente che sempre più sembra essere negato. I continui tagli imposti al mondo della scuola e gli strascichi lasciati dalla Riforma Gelmini stanno negando, alle nuove generazioni, la possibilità di ricevere una cultura degna e di gettare le basi per costruire il proprio futuro. Le risposte che arrivano dal mondo della politica dei Palazzi sono sempre più distanti dalla vita delle persone e i tagli al welfare e ai servizi sembrano essere diventati un sacrificio scontato, di fronte a cui non si può che abbassare la testa e tacere.

Nonostante le limitazioni di spazi e di libertà che continuamente piovono dall’alto c’è chi, ancora, sceglie di ribellarsi e di riconquistare dal basso quei diritti che stanno alla base della costruzione di una società solidale, equa e meticcia, alternativa alla dittatura della finanza e alle leggi di austerità che sembrano aver in mano le redini del mondo.

Dal microfono della manifestazione si sono succeduti molteplici interventi, durante i quali gli studenti hanno affrontato tematiche di diversa natura, da quelle più locali e quotidiane a quelle di più ampio respiro e di portata nazionale. Da una parte il caro-libri, la svendita dei servizi di trasporto e lo stato di abbandono in cui ormai vive la scuola pubblica; dall’altra i governanti che continuano a sperperare denaro dello Stato in grandi opere inutili e dannose come la Tav in Val di Susa o come il ben più vicino progetto del Terzo Valico (linea ferroviaria ad alta velocità e capacità che collegherebbe Genova a Tortona), oppure per comprare aerei da guerra che non provocheranno altro che dolore e distruzione. In nome di una sicurezza e di un progresso falsi e interessati, vengono relegati in un angolo i diritti fondamentali che permetterebbero di uscire da questo periodo di difficoltà senza provocare una carneficina sociale e senza lasciare indietro gli ultimi e i più deboli, coloro sulle cui spalle si sta riversando tutto il peso di questa così temuta crisi.

Proprio partendo dalla convinzione che la solidarietà e la condivisione siano le armi più forti per cambiare le cose, gli studenti hanno lanciato un forte messaggio antirazzista quando il corteo è passato sotto la sede della Lega Nord: “Basta morti nel mediterraneo”, “Via i razzisti dalle nostre città”; queste alcune delle frasi scritte sugli striscioni che i giovani hanno lasciato sotto la sede del partito. L’indignazione e il bisogno di ribadire il fatto che le scuole e le città sono e restano luoghi meticci, crescono di fronte alle immagini che arrivano dal Mediterraneo, dove pochi giorni fa hanno perso la vita centinaia di uomini, donne e bambini, vittime delle scelte intraprese fino ad oggi sul tema dell’immigrazione, dalla legge Turco-Napolitano, che sigla la nascita dei centri di detenzione per migranti all’attuale Bossi-Fini e all’introduzione del reato di clandestinità.

Al termine della manifestazione gli studenti si sono spostati al Centro Sociale Crocevia, dove si è tenuta una numerosa e partecipata assemblea che ha discusso e fissato i prossimi appuntamenti e iniziative. L’autunno è appena iniziato e la voglia di riprendersi la propria vita e il proprio futuro si sta organizzando.

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