#12a Paris: ce n’est q’un début


Pubblichiamo il report inviatoci da due nostri compagni di strada che attualmente vivono a Parigi sulla giornata di lotta del 12 Aprile.

Sabato 12 aprile 2014 a Parigi si è svolta la manifestazione contro l’austerità e per l’uguaglianza e la divisione della ricchezza. Marche nationale à Paris contre l’austérité.

Mentre alle comunali la destra e l’estrema destra ottengono ottimi risultati, in Francia, come in tutta Europa, il rigore e l’austerità imposti dalla commissione europea, Hollande e il suo governo per soddisfare i mercati finanziari hanno creato un malcontento forte. La disoccupazione monta, il precariato si allarga. Le ineguaglianza aumentano, collera e indignazione crescono. Migliaia di persone sono sfilate per le vie della città. La manifestazione è partita nel primo pomeriggio da place de la République a Nation, attraversando boulevard Voltaire. Una manifestazione con una composizione per lo più da partiti della sinistra parlamentare : l’appello lanciato dal Collectif du 12 avril che comprende sindacato CGT, Attac, il Partito Comunista Francese, il Parti de Gauche di Mélenchon, il Nouveau Parti Anticapitaliste di Besançenot, le uniche realtà di movimento, interessanti e per le quali valeva la pena partecipare erano il collettivo dei Sans Papiers, gli intermittenti dello spettacolo e gli studenti in rivolta dell’Università Paris 8, Sud e la Fédération Anarchiste.

La manifestazione si è svolta come era prevedibile in maniera tranquilla e festosa e colorata.

Il corteo è terminato intorno alle 17 a Nation. Verso la fine manifestazione un centinaio di intermittenti dello spettacolo, con precari, sans papiers e studenti si staccano dal corteo attraversano place de la Nation e entrano al 21 di rue Reuilly. E’ una ex-caserma, proprietà del comune di Parigi e gestita da Paris Habitat, organismo che gestisce alcune case popolari. Siamo in centro Parigi, nel 12° arrondissement. Si entra attraverso un grosso cancello si accede ad un ampio cortile circondato da cinque grandi edifici. Il primo è uno squat che si chiama Gare XP, di fianco, il secondo, è uno stabile occupato dal collettivo di artisti jardins d’alice e di fronte, sono sistemati dei senza tetto. Due stabili enormi restano vuoti. Gli artisti avevano occupato e successivamente ottenuto una convenzione temporanea con il comune e se il comune non dovesse rinnovare la convenzione rischierebbero lo sgombero. E qui con gli sgomberi non si scherza. Insomma, bisogna che facciano i bravi. E infatti subito non sono felici dei nuovi arrivati, ma poi li accettano e partecipano alle discussioni e si uniscono alla causa.

Una portavoce del coordinamento degli intermittenti dello spettacolo ci spiega che l’ultimo accordo sull’indennità di disoccupazione firmato tra il 22 e il 23 marzo 2014 dal partito cosiddetto socialista riduce ancora di più i diritti dei precari: “la logica internazionale prende sempre di più la via del capitalismo e non quella della solidarietà. Gli accordi firmati recentemente sembrano stare dalla parte dei meno fortunati e invece se si va ad indagare sui meccanismi interni si scopre che i diritti degli interrmittenti dello spettacolo, dei precari e di tutti quelli che lavorano con dei brevi contratti, compresi i lavoratori delle poste, che sono in sciopero da due mesi e mezzo, vedono peggiorata non solo la propria situazione economica ma anche il proprio status sociale. Noi abbiamo proposto un sistema di indennità di disoccupazione i cui studi sono stati condotti anche dal CNR e che prevede un sistema di previdenza sociale per tutti i lavoratori di questo tipo, che prevede anche un reddito minimo garantito e incondizionato, che sarebbe anche meno costoso di quello attuale”.

I nuovi occupanti intercettano le vie d’accesso e decidono di controllare le varie entrate della ex-caserma.

Nelle ore seguenti ricevono la visita di una neo eletta nel 20° arrondissement del Parti de Gauche, è Danielle Simonnet. La consigliera afferma di essere dalla parte degli occupanti, ha fatto i complimenti per la bellissima azione che il coordinamento ha compiuto e assicura che sosterrà in consiglio comunale le richieste avanzate : una sala di almeno 200 metri quadrati, che possa garantire a molte persone di incontrarsi e organizzarsi. Poi, ovviamente, si congeda, saluta, e si avvia verso l’uscita.

Ci sono varie camionette che circondano la caserma.

Ore 20. Sono arrivati due neo eletti consiglieri del Parti Socialiste che sembrano voler svolgere una trattativa. Un giovane sulla trentina che dimostra più di trent’anni e uno che non ha aperto bocca. Si scopre subito che in realtà i rappresentanti del PS non ne vogliono sapere di prendere in considerazione di lasciare la caserma agli intermittenti. Affermano di aver già proposto delle sedi al coordinamento, che sono state rifiutate. Alcuni intermittenti mettono sotto pressione il rappresentante e pretendono l’elenco delle sedi proposte. L’eletto risponde senza vergogna di una sede rifiutata di 30 metri quadri. Le altre non gliele hanno fatte elencare. Comunque, il giovane resta lì, ascolta paziente per più di un’ora. La caserma non la lascia e se il coordinamento non lascia il luogo non assicura di non inviare i CRS. Il che equivale a dire che li invierà. Però, assicura che eventualmente si potranno riconsiderare le richieste degli occupanti il lunedì seguente, perché di sabato e domenica la giunta comunale non c’è. Poi, anche loro, salutano e se ne vanno, loro però, in mezzo a urla e insulti.

Ore 21:30. Si convoca l’assemblea e si decide che bisogna resistere almeno fino alle ore 22 perché in Francia non possono essere effettuati sgomberi di notte.

Ma siamo ancora più circondati. Compaiono improvvisamente all’interno della caserma. Si tratta di un imponente dispositivo di gendarmerie, composto da quasi un centinaio di elementi che arrivano di corsa, velocissimi, manganellando gli intermittenti che erano nel cortile e stavano chiudendo l’assemblea generale. Un centinaio di gendarmi in tenuta anti sommossa è riuscito ad entrare all’interno della caserma e ha colto di sorpresa gli occupanti  sono riusciti a sgomberare la caserma di rue Reuilly.

Una volta sulla strada si elevano i cori. Tanto vale farsi sentire: “Disoccupati, precari, intermittenti, solidarietà con i sans papiers”. I cori sono più forti, si alza la voce. La gendarmerie insegue perché anche i cori disturbano. Si decide di lasciare la zona e di convocare un’assemblea in un altro luogo che si è svolta poi durante la notte. La lutte continue.

 

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