Il Movimento per la Casa blocca uno sfratto e occupa l’ufficio del Sindaco


Questa mattina, venerdì 12 settembre, alle ore 9.00 era previsto lo sfratto della famiglia di Claudia in via Savonarola 29, come indicato dal verbale di proroga rilasciato dall’ufficiale giudiziario nel precedente passaggio, avvenuto il 30 luglio scorso.

Attivisti e famiglie si sono dati appuntamento per le ore 7.30 nel centro di Alessandria per un’altra giornata di resistenza agli sfratti, procedura obbligata per evitare che la famiglia con a carico un minore di tre anni e mezzo finisse in mezzo alla strada. Nei giorni scorsi infatti il Movimento per la Casa, attraverso un comunicato stampa, aveva denunciato l’assenza dei tanti progetti di riqualificazione di strutture abbandonate da anni in favore dell’emergenza abitativa che il Comune, a seguito dell’occupazione dell’ex caserma di via Verona, aveva proposto come soluzione papabile.

La storia che è andata in scena oggi è stata un’altra rispetto alle tante giornate di blocco degli sfratti che la città si è purtroppo abituata a vedere: alle 6.00 del mattino Claudia e il suo compagno si sono svegliati sentendo dei rumori alla porta e credendo si trattasse di un ladro. Subito in piedi ad attenderli sulla porta non era un “classico” malintenzionato ma il proprietario dell’alloggio, l’avvocato e l’ufficiale giudiziario che insieme al loro fabbro avevano prima forzato la porta d’ingresso e poi divelto la serratura. Dopo alcuni minuti di incredulità, Claudia ha chiamato gli attivisti e le famiglie del Movimento per la Casa che sono arrivati immediatamente.

I primi a giungere sul posto sono stati quattro attivisti, che vedendo la scena di proprietario ed ufficiale giudiziario che invitavano caldamente ed in modo poco educato la famiglia ad uscire senza nemmeno poter fare i bagagli, hanno provato a chiedere una proroga necessaria a trovare un’altra soluzione, senza nemmeno essere ascoltati. Dopo alcuni ripetuti inviti a lasciare l’alloggio e di fronte all’opposizione dei ragazzi, sono intervenuti due agenti di Polizia. Nonostante il Prefetto continui a sostenere che la forza pubblica non sia concessa per eseguire gli sfratti in presenza di minori, nel mondo reale le cose vanno in modo diverso e non collimano con chi le racconta dall’aria condizionata del proprio ufficio. I due agenti, dopo l’identificazione, senza motivo si sono scagliati contro alcuni degli attivisti presenti: in un caso è stato girato il braccio dietro la schiena ad un ragazzo, come a volerlo rompere, un altro è stato bloccato e scaraventato a terra per poi essere cacciati entrambi fuori dall’alloggio. Quasi subito, grazie alla presenza delle persone che arrivavano alla spicciolata, il Movimento è riuscito a rientrare nell’alloggio.

Dopo altre scene isteriche da parte dell’ufficiale giudiziario e la colluttazione innescata dagli agenti, sono giunte sul posto altre tre volanti. Intervenuti gli altri poliziotti, è stato poi verificato che realmente l’ordine della questura fosse quello di non intervenire per eseguire materialmente lo sfratto.

Fatti su armi e bagagli, le forze dell’ordine hanno abbandonato proprietario, avvocato ed ufficiale giudiziario. Questi ultimi ne prendevano atto e tornavano in tribunale per “rimettere gli atti” e notificare nuovamente lo sfratto, senza eseguirlo.

Preso atto da parte del Movimento della non esecuzione dello sfratto e dopo aver ricambiato la serratura dell’alloggio, famiglie e attivisti si sono recati in Comune, hanno occupato l’ufficio del Sindaco e svolto una conferenza stampa per denunciare pubblicamente quanto accaduto poche ore prima.

All’arrivo dei manifestanti si sono subito presentati una decina di agenti della Municipale armati di manganello che hanno spinto e strattonato attivisti e famiglie. Dopo alcuni momenti concitati il clima è tornato sereno, quando una Rita Rossa fuori di sé con le vene al collo ha aggredito verbalmente gli occupanti e ha gridato frasi sconnesse utili solo a sottolineare l’incapacità dell’amministrazione comunale di fronte al dramma dell’emergenza abitativa. Dopo l’uscita di scena del Sindaco e dell’Assessore Cattaneo è iniziata la conferenza stampa.

Al termine di questa gli attivisti e le famiglie sono state fermati dalla Digos e dagli agenti della Mobile, una decina di questi armati di caschi e manganelli, e sono stati identificati.

Quella che è andata in scena oggi è una delle tante storie tristi che quotidianamente si registrano in questo Paese, un evento sempre più in voga negli ultimi tempi anche nella città di Alessandria. Sono la violenza e le barbarie la risposta ai drammi sociali, questori e ufficiali giudiziari hanno preso il posto di politici apatici ed assenti. La lunga giornata di oggi ha evidenziato la sensibilità della governance di questa città rispetto alle esigenze delle fasce più deboli.

Il Movimento per la Casa si è fatto trovare pronto e non si è fatto intimidire: dalla conferenza stampa è stata rilanciata una nuova giornata di mobilitazione per il 18 settembre, data prevista per lo sfratto di un’altra famiglia, in via del Ferraio 3 a Spinetta M.go.

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