La mobilitazione impedisce il taglio delle utenze nelle palazzine di Corso Acqui


E’ stato un brutto risveglio quello delle famiglie delle case occupate di Corso Acqui, che questa mattina hanno trovato davanti ai cancelli delle palazzine alcuni operai di Amag decisi ad entrare con l’ordine di interrompere le forniture di acqua e gas all’interno dei 12 appartamenti. Gli operai sono riusciti ad entrare passando dall’accesso in comune tra le occupazioni e alcuni uffici della Provincia e nel giro di pochi minuti hanno chiuso il rubinetto interno dell’acqua e tagliato il tubo del contatore del gas.

Circa 40 persone, tra cui molti bambini, si sono improvvisamente trovate senza acqua nè gas in casa. Intanto sono arrivati anche i Carabinieri e la Polizia Municipale che sono rimasti in disparte a osservare gli operai al lavoro. Subito gli abitanti sono scesi in cortile chiedendo spiegazioni, decisi ad impedire agli operai di proseguire, ma questi non hanno battuto ciglio e si sono spostati in strada per interrompere in modo definitivo la fornitura di acqua direttamente dal rubinetto centrale; intanto però le altre famiglie organizzate insieme al Movimento per la Casa hanno raggiunto gli edifici e un folto capannello di persone è riuscito ad bloccare i lavori e a convincere gli addetti a ripristinare l’acqua e a sostituire il tubo del gas riattivandone l’erogazione.

Dalla primavera scorsa, quando le tre palazzine di proprietà della Provincia sono state occupate e trasformate in abitazioni per famiglie morose, sotto sfratto o senza una casa, la fornitura di acqua, luce e gas è stata da subito un problema: con l’approvazione dell’art. 5 del Piano Casa, gli occupanti di Corso Acqui, così come migliaia di altre famiglie in Italia, si sono visti impedire la possibilità di effettuare regolarmente i contratti e hanno dovuto provvedere in altri modi per garantire a se stessi e ai propri figli il riscaldamento, l’acqua e la corrente elettrica.

Di fronte all’aumentare costante dell’emergenza abitativa e del numero di famiglie in difficoltà, l’unico provvedimento concreto preso dal governo Renzi fino a questo momento è stato mirato a rendere la vita degli occupanti il più difficile possibile e oggi anche ad Alessandria si è toccata con mano la violenza di una legge che attacca chi decide di alzare la testa, riprendersi dal basso il diritto al tetto e non accettare il ricatto della povertà.

Questa mattina la determinazione delle donne e degli uomini del Movimento per la Casa ha impedito l’ennesimo sopruso da parte di chi vorrebbe rendere i più poveri invisibili e silenziosi, mettendo davanti alla dignità delle persone una legge assurda e ingiusta che, pur avendo miseramente fallito l’obiettivo di debellare il fenomeno delle occupazioni, ha costretto migliaia di persone ad affrontare quotidianamente precarietà e insicurezza anche all’interno della propria casa.

Dopo aver ripristinato le forniture, gli operai di Amag hanno optato per un più accettabile controllo della sicurezza delle caldaie e degli impianti e,dopo aver fatto il giro degli appartamenti, hanno lasciato le palazzine con la consapevolezza che, quando si prova a mettere in discussione le occupazioni di famiglie in difficoltà, anche giocando con l’acqua ci si può scottare.

L’Acqua, la luce e il riscaldamento sono diritti a cui non si può rinunciare e ad ogni tentativo di interrompere le forniture seguiranno nuove forme di lotta e resistenza.

Non si accettano provocazioni quando si parla di diritti: gli sportelli di Amag sono sempre aperti e lì, di sicuro, acqua e riscaldamento non mancano…

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