Spariscono 2 milioni dalle casse Atc. Il problema non erano i morosi e gli occupanti?


Apprendiamo dai quotidiani di questa mattina la notizia di un ammanco di quasi due milioni di euro dalle casse dell’Atc alessandrina. Pur trovandoci un po’ in imbarazzo all’idea di giocare a “sparare sulla Croce Rossa”, sentiamo l’obbligo di prendere parola ed esprimere il nostro punto di vista sulla questione. Ma partiamo con ordine: una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio nella sede dell’Agenzia in Piazza Santo Stefano – con la partecipazione dell’Assessore Regionale alle Politiche Sociali Augusto Ferrari e di alcuni consiglieri del territorio – ha svelato un illecito registrato dalla società di revisione incaricata di controllare i conti di Atc e risalente al periodo 2006/2008.

La buffa ricostruzione racconta di tre fatture intestate ad un’azienda, forse campana, che a sua volta sosterrebbe di non aver mai ricevuto quel denaro; il nome dell’azienda in questione rimane un mistero, forse per proteggere possibili innocenti dallo scandalo o forse per coprire rapporti poco puliti tra Atc e i suoi appaltatori. In ogni caso la situazione odierna all’interno dell’Agenzia deputata alla gestione delle case popolari si risolve così: un direttore, Riccardo Sansebastiano, sospeso dall’incarico e accusato di essere l’artefice del magheggio, e un presidente, Marco Balossino, dimessosi pochi giorni prima della tempesta e determinato a sottolineare la sua estraneità alla vicenda e a mantenere una parvenza di pulizia in casa PD.

Mentre la Regione Piemonte e quel che resta del CdA di Atc si complimentano tra loro per l’ottimo lavoro da detective svolto nel tentativo di salvaguardare la presunta verginità dell’Agenzia, centinaia di persone al Alessandria attendono da mesi, o anche anni, l’assegnazione di una casa popolare e fanno la fila agli sportelli Atc sentendosi rispondere che non ci sono fondi e che per il momento non c’è nulla da fare. Non è nel nostro stile sventolare manette e inneggiare al carcere appellandoci alla tanto decantata imparzialità della magistratura, ma i continui attacchi politici e giudiziari agli occupanti per necessità di case popolari e a chi lotta per difendere il diritto alla casa oggi ci fanno male più che mai.

Alla luce di quest’ultimo scandalo, ripensare alle decine di famiglie costrette al banco degli imputati per aver deciso di riconquistarsi un diritto che veniva loro negato occupando alloggi vuoti, mostra in modo lampante l’unico fronte in cui politica, burocrazia e magistratura continuano ad andare a braccetto: l’attacco ai poveri, lo smantellamento del welfare sociale e il tentativo di annientare ogni forma di conflitto e ribellione che muove dal basso verso l’alto.

Non avevamo bisogno che scomparissero due milioni dalle casse di Atc per saperlo: il dramma dell’emergenza abitativa non sono le case occupate né chi non riesce a pagare l’affitto; il vero dramma è ed è sempre stato nella gestione politica del patrimonio abitativo, ad Alessandria così come in tutta Italia.

Un po’ divertiti e un po’ stufi, attendiamo gli sviluppi della vicenda, sicuri che gli anni che corrono dal 2008 ad oggi ci riserveranno altre sorprese.

Movimento per la Casa Alessandria

Sportello per il diritto alla casa tutti i martedì’ dalle 18 alle 22

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