Il vergognoso business dell’accoglienza rifugiati ad Alessandria


Non è una novità che in tutta Italia il sistema dell’accoglienza dei richiedenti asilo rappresenti un grande business per associazioni e cooperative che fiutato l’affare si sono immediatamente messe a disposizione per entrare a farne parte. Un sistema che fa acqua da tutte le parti e in questi anni sono stati numerosi gli scandali che hanno attraversato questo mondo sia in Italia che nella provincia di Alessandria. Storie di accoglienza in strutture fatiscenti, di sovraffollamento all’interno degli appartamenti gestiti dalle associazioni, di operatori costretti a turni massacranti e pagati in nero, di non erogazione del pocket money ai richiedenti asilo, di cacciata forzata in strada dei richiedenti asilo davanti al diniego delle loro domande.

Ad Alessandria fece scalpore la protesta del dicembre 2012 all’ostello di Piazza Santa Maria di Castello che documentammo con il seguente video.

E più recentemente lo scandalo che colpì la cooperativa Senape di Casale Monferrato a partire da un servizio confezionato dalla nota trasmissione televisiva “Piazzapulita”.

Secondo un articolo del luglio di quest’anno pubblicato su “La Stampa” sono oltre un migliaio i richiedenti asilo ospitati nella provincia di Alessandria e oltre una trentina le associazioni e cooperative che gestiscono il business dell’accoglienza fra cui troviamo Social Domus, Comunità San Benedetto al Porto, Cambalache, cooperativa Coompany, ostello di Alessandria, Senape, European Research Institute e molte altre. Negli ultimi mesi da Arquata a Stazzano fino ad Alessandria stiamo ricevendo sempre più segnalazioni circa l’insofferenza che starebbe covando fra i richiedenti asilo per le condizioni disumane in cui si trovano ad essere accolti. Il meccanismo è piuttosto semplice: considerato che per ogni richiedente asilo lo Stato versa circa 35 euro al giorno alle associazioni, queste ultime invece che garantire un’ accoglienza dignitosa cercano di risparmiare il più possibile così da aumentare i loro profitti a discapito delle condizioni di vita dei rifugiati. Succede così che la qualità del cibo sia scadente, gli appartamenti sovraffollati e via di questo passo.

Un altro scandalo di cui siamo direttamente venuti a conoscenza riguarda quello dei corsi di lingua italiana. Lo studio della lingua dovrebbe essere una delle offerte fornite da cooperative ed associazioni. Senza conoscenza della lingua è impensabile l’inserimento all’interno della società e qualsivoglia progetto di autonomia per i richiedenti asilo. Ad Alessandria sono pochissime le associazioni ospitanti i richiedenti asilo che si occupano di questo e non riuscendo a dirottare tutte le persone presso i centri provinciali per l’istruzione degli adulti che sono al collasso hanno pensato bene di cercare di avvalersi della scuola di italiano per migranti del Laboratorio Sociale “L’officina delle lingue”. Quella che viene considerata da tutti gli operatori del settore la miglior scuola della città e che per scelta non riceve un solo Euro di finanziamento pubblico e non partecipa a nessun tavolo con la Prefettura. Una scuola totalmente gratuita per chi segue i corsi, l’unica in cui non vengono richiesti i documenti e che non considera nessuna donna e nessun uomo clandestini. Un’esperienza ormai solida resa possibile dalla passione di decine di insegnanti che non ricevono un solo Euro per le loro ore di lezione. Un progetto autonomo e indipendente di mutualismo dal basso, tutto il contrario delle associazioni che in cambio dell’accoglienza si fanno pagare 35 euro al giorno dal Governo di Matteo Renzi e Angelino Alfano. Lo stesso Governo responsabile della morte di migliaia di migranti nel mar Mediterraneo.

Proprio la settimana scorsa Social Domus ha avuto la brillante idea di contattare la nostra scuola chiedendoci di fare il corso A2 a una trentina di richiedenti asilo ospitati nelle loro strutture. Loro che sono fra i maggiori sciacalli del settore avranno pensato bene che se gli fosse riuscito il colpaccio avrebbero risparmiato parecchie decine di migliaia di Euro nonostante ricevano cifre da capogiro per gestire degnamente l’accoglienza. Facciamo due conti: se diamo per buoni i dati de “La Stampa” per i 254 tra richiedenti asilo e rifugiati ricevono dallo Stato la bellezza di circa 270.000 Euro al mese e questi signori non riescono ad assumere qualche insegnante di italiano per fare i corsi ai richiedenti asilo?

Una situazione a dir poco scandalosa, la punta di un iceberg che coinvolge l’intero mondo che si occupa dell’accoglienza. Una situazione che purtroppo funge da moltiplicatore dei conati di vomito razzisti da parte del Sindaco Rita Rossa e degli esponenti della destra cittadina.

Davanti a questo non possiamo che auspicare che quelle che ad oggi sono solo lamentele da parte dei richiedenti asilo si trasformino presto in aperta protesta e ribellione nei confronti di chi lucra sulle loro vite. Noi da parte nostra sappiamo bene da che parte stare e sappiamo riconoscere il nemico anche quando si traveste da associazione di “sinistra”.

Solo disprezzo per chi gestisce il business dell’accoglienza, solo rispetto per i rifugiati.

Laboratorio Sociale

“Say it loud, say it clear, refugees are welcome here”

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