Non una di Meno lancia una raccolta firme a sostegno del centro antiviolenza Me.Dea


L’8 Marzo ha rappresentato, per centinaia di migliaia di donne in Italia e nel mondo, una prospettiva di cambiamento profondo della realtà in cui viviamo e dei rapporti di genere che ci relegano al ruolo di vittime e oggetti del piacere e del potere maschili. In quella giornata le piazze, le strade e le scuole delle città italiane si sono tinte dei colori di Non una di Meno, un movimento ampio e trasversale che contiene al proprio interno anime e persone diverse, accomunate dal desiderio di costruire una società nuova, in cui la violenza, la discriminazione e la mercificazione sui corpi delle donne non abbiano posto. Anche Alessandria è stata travolta dalla marea che da qualche mese sta iniziando a smuovere ed estirpare le radici del patriarcato e della violenza di genere nella nostra società e i volti sorridenti e determinati delle centinaia di donne che hanno attraversato le iniziative dell’8 Marzo ci dicono che la strada è quella giusta e che non possiamo fermarci.

Non possiamo fermarci perchè la strada da fare è ancora troppa. Non possiamo fermarci perchè ogni giorno le donne continuano a morire per mano di compagni, mariti, padri, amanti violenti; non possiamo fermarci perchè, nonostante siano passati quasi cinquant’anni, nel nostro Paese l’aborto non è un diritto sempre garantito; non possiamo fermarci perchè – mentre noi lottiamo per affermare diritti e dignità nella quotidianità della vita di ogni giorno – la tv nazionale ci mostra che gli stereotipi di genere, insieme a quelli etnici, sono tutt’altro che scomparsi (per chi se lo fosse perso…); non possiamo fermarci perchè i centri antiviolenza – che per molte donne rappresentano la possibilità di uscire non solo dalla violenza, ma anche dalla solitudine, dal ricatto e dalla dipendenza abitativa ed economica – sono in molte città a rischio di chiusura a causa dei tagli ai fondi.

Non possiamo fermarci e non vogliamo fermarci, perchè l’esperienza di Non una di Meno sta cambiando le nostre vite quotidiane, ci sta facendo ritrovare quella consapevolezza e quella dignità che anni di narrazioni mediatiche distorte e misogine avevano offuscato. E non torneremo indietro.

Oggi, a pochi giorni di distanza da quello splendido 8 Marzo, vogliamo lanciare una nuova sfida alla città e alle istituzioni che la governano; il centro antiviolenza Me.Dea, che da anni rappresenta l’unico centro sul territorio provinciale e accompagna centinaia di donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, si trova oggi in grande difficoltà a causa della mancata assegnazione di un bando nel 2016, che porterà – se le cose restano come sono ora – alla chiusura del centro. Sappiamo bene che lottare contro la violenza di genere significa intervenire in tanti ambiti diversi perchè l’intera società in cui viviamo è intrisa di machismo e discriminazione, ma una rete che intende lanciare la promessa di essere Non una di Meno non può prescindere dalla salute e dal buon funzionamento dei centri antiviolenza. Nei prossimi giorni avvieremo una raccolta firme tra la cittadinanza per chiedere alle istituzioni locali e alla futura giunta comunale una presa di posizione chiara e decisa in merito al centro antiviolenza, poiché crediamo che la lotta alla violenza sulle donne non possa proseguire esclusivamente sulla base di donazioni e volontariato, ma debba essere supportata da un presa di responsabilità politica che garantisca allo stesso tempo sostegno e mantenimento dell’autonomia dei centri.

La mancanza dei fondi necessari al proseguimento e all’ampliamento delle attività di Me.Dea è stata denunciata dalle operatrici del centro già nello scorso autunno, ma fino a questo momento le istituzioni del territorio si sono limitate ad esprimere a parole la propria vicinanza senza mai prendere provvedimenti concreti e destinare le risorse richieste e negate dal bando nazionale. A pochi mesi dalle elezioni comunali che si terranno a fine Maggio, vogliamo che la salute e la sopravvivenza del centro antiviolenza diventino un tema centrale nel dibattito politico locale, perchè la violenza sulle donne non può essere una questione relegata alle “addette ai lavori”, ma deve diventare invece un tema di discussione pubblica in grado di coinvolgere la cittadinanza e i palazzi della politica. Oggi la discussione sul centro antiviolenza non è più rimandabile, per questo chiediamo a tutte le istituzioni della Provincia e ai candidati sindaci della città di Alessandria di attivarsi con modalità concrete per sostenere e mantenere in vita il Centro Antiviolenza Me.Dea riconoscendolo a tutti gli effetti un servizio essenziale e fondamentale per contrastare la violenza alle donne e promuovere una cultura di parità tra i generi.

Per tutte e tutti coloro che desiderano firmale l’appello lanciato da Non una di Meno, sarà possibile farlo durante i banchetti in centro città (le date saranno pubblicate nei prossimi giorni), scrivendo alla pagina Fb o alla mail di Non una di Meno Alessandria oppure durante le riunioni che si tengono al mercoledì sera dalle 20.30 al Laboratorio Sociale di Via Piave 65. Infine invitiamo i gestori di negozi, locali e luoghi di passaggio a stampare ed esporre i fogli per la raccolta firme, ci occuperemo poi di passare a recuperarli in tutti gli angoli della provincia!

Il Centro antiviolenza è un bene comune per le donne di tutta la Provincia, insieme possiamo garantirne la sopravvivenza!

Scarica e diffondi il file per la raccolta firme (pdf):

Non una di Meno Alessandria

Pagina Fb: Nonunadimeno Alessandria

Mail: nonunadimeno.alessandria@hotmail.com

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