Acqua bene comune? No, Rita Rossa la vende ai privati


Qualcuno se li ricorda i referendum del giugno 2011?

Siamo certi di sì visto che andarono a votare oltre 27 milioni di italiani per difendere l’acqua pubblica ed affossare nuovamente il ritorno al nucleare. Fu una campagna referendaria con una mobilitazione popolare dal basso impressionante e grazie a questo si riuscì a raggiungere il quorum del 50% e a stoppare la volontà di privatizzare l’acqua da parte del Governo.

Uscì un messaggio forte e chiaro dalle urne: l’acqua doveva rimanere pubblica e i privati dovevano tenere le mani lontane dall’acqua bene comune. L’esito del referendum, come nella peggiore delle tradizioni italiane, non venne rispettato reintroducendo in bolletta la “remunerazione del capitale investito dal gestore” abolita col secondo quesito referendario e non provvedendo alla dismissione delle Società per azioni a favore delle aziende speciali. L’unica eccezione positiva venne rappresentata dalla città di Napoli guidata dal Sindaco Luigi De Magistris che decise di affidare la gestione dell’acqua all’azienda speciale Acqua Bene Comune costituita appositamente dal Comune per rispettare l’esito referendario. All’epoca si sosteneva che la forma della società per azioni lasciava la possibilità ai Comuni di far entrare nella gestione dell’acqua capitali privati e che questo era in chiaro contrasto con l’esito referendario.

Ci avevamo visto lungo e quanto sta facendo il Comune di Alessandria ne é la migliore dimostrazione. L’amministrazione comunale guidata dal Partito Democratico di Rita Rossa ha definitivamente deciso la scorsa settimana di ricercare per Amag, la multiutility che gestisce anche l’acqua, un partner privato a cui affidare il 49% del capitale sociale. Ben consapevole di non rispettare l’esito referendario e di prestare il fianco alle critiche dei cittadini ha predisposto una difesa di ufficio affidata all’Assessore Giorgio Abonante che ha spiegato sui giornali di come l’acqua continui a restare pubblica e di come i privati non possano influenzare le decisioni riguardanti i servizi pubblici come la gestione dell’acqua. Una grande ed immensa balla considerato che laddove si è proceduto in questa direzione il capitale privato ha sempre optato per cercare di realizzare i maggiori profitti possibili e si è arrivati a questo attraverso l’aumento delle bollette pagate da tutti i cittadini. Ma davvero qualcuno è così scemo da credere che il socio privato con il 49% delle quote non interferisca con le decisioni del socio pubblico?

Questa ci ricorda il mitico ed ormai storico intervento nell’aula della Camera dei Deputati dell’onorovele Cristina Bargero di Casale Monferrato che dall’alto della sua scienza spiegò agli italiani attoniti che l’acqua pubblica non poteva essere considerata un bene pubblico.

Ciò che lascia ancora maggiormente attoniti della Bargero è che il Comune di Alessandria decida la svendita dell’acqua ai privati a poco più di un mese dalle prossime elezioni amministrative con lo stesso identico modus operandi con cui ha svenduto l’85% delle quote di Amag mobilità, il ramo d’azienda che si occupa del trasporto pubblico locale. Al tempo del neoliberismo i suoi esegeti continuano a ripetere il loro caro vecchio modus operandi: gestire malissimo le aziende pubbliche a colpi di clientelismo per poi gridare al fallimento ed invocare l’ingresso dei capitali privati per salvare il loro stesso fallimento.

Concludendo siamo passati dalla guerra del PD nei confronti dell’acqua (vedasi i casi del Terzo Valico e della discarica di Sezzadio), alla svendita dell’acqua direttamente ai privati. E tutto questo nel silenzio di quella parte del PD che aveva sostenuto le ragioni referendarie e del partitino di Sinistra Italiana che pur di tenersi stretta qualche poltroncina ha deciso nuovamente di sostenere la ricandidatura di Rita Rossa a Sindaco della città. Un vero e proprio capolavoro che non fa altro che aggiungere un’ottima motivazione per manifestare sabato 27 maggio ad Alessandria. Insieme per acqua e salute. E contro la privatizzazione dell’acqua ci permettiamo di aggiungere.

 

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