Bloccato lo sgombero di un intero palazzo al Cristo


Questa mattina il Movimento per la Casa è riuscito ad impedire lo sfratto di un intero palazzo al quartiere Cristo di Alessandria.

La storia di questo palazzo è di difficile ricostruzione, poco limpida e piena di sfumature: deceduto il proprietario, le eredi sono sparite nel nulla e il palazzo è stato lasciato nelle mani di chi lo abitava, fino a quel momento con un regolare contratto d’affitto. Negli anni c’è stato un ricambio di inquilini che, senza la possibilità di avere contratti regolari, data l’assenza di una proprietà, hanno abitato e sistemato gli appartamenti sempre più fatiscenti a causa della totale assenza di manutenzione sia strutturale che degli impianti.

In questi mesi si è riaccesa l’attenzione su questo immobile, ormai in pessime condizioni, con la volontà di rientrarne in possesso nonostante questo voglia dire sfrattare cinque famiglie che attualmente posseggono questa come unica soluzione abitativa e a cui non è stata proposta nessuna possibilità alternativa.

Le storie delle 5 famiglie che vi abitano, stranieri ed italiani, sono certo tutte differenti ma accomunate dalla difficoltà di vivere con poche risorse economiche in un sistema che non aiuta, che incentiva il lavoro retribuito in nero, che non offre servizi, che non fornisce sostegno e che non apre al dialogo, che si fa invece forte della parola legalità, senza considerare che il ripristino della legalità non può prescindere dalla garanzia di dignità per tutti gli esseri umani.

Nonostante la richiesta di forza pubblica, che nei mesi scorsi si era già presentata in forze assieme all’ufficiale giudiziario per verificare la situazione dell’immobile e schedare tutti gli inquilini, oggi non è intervenuta e la massiccia presenza del Movimento per la Casa ha di fatto impedito che venisse eseguito lo sfratto.

L’ufficiale giudiziario e l’avvocato dott.ssa Massa, dopo aver verificato l’impossibilità nell’effettuare lo sfratto delle 5 famiglie, sono andati via furtivamente senza comunicare la data del rinvio, che per correttezza legale dell’iter burocratico andrebbe riferita verbalmente ai diretti interessati.

È stata infatti fondamentale la pazienza di tutti gli attivisti e le attiviste del Movimento che hanno atteso per ore e hanno messo in campo una mediazione che dopo anni di esperienza ha portato all’ottenimento di tre mesi di tranquillità.

Quello che si chiede è che ci sia maggior salvaguardia delle situazioni svantaggiate, non si può pensare di liberare un immobile, per quanto fatiscente, al cui interno vivono più di quindici persone tra cui bambini piccoli senza prospettare un piano alternativo degno, fosse anche provvisorio.

Attendiamo ansiosi di vedere come questa nuova giunta, che grida allo scandalo rispetto all’abusivismo, si occuperà di ripristinare la legalità riguardo il problema della casa ad Alessandria. Se continueranno a far finta di non vedere la reale impossibilità nel riuscire a pagare un affitto, le bollette, i libri di scuola e la mensa ai propri figli senza un lavoro in grado di fornire un reddito dignitoso. Noi saremo sempre dalla parte dei più deboli, a difendere chi decide di alzare la testa ed appropriarsi di ciò che gli spetta di diritto: un futuro degno.

Movimento per la Casa Alessandria

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